Elenco dei servizi offerti:

  • Accessi venosi PICC e MIDLINE

    Dorotea Agate. Diplomata Infermiera Professionale nel 1990 ha operato a diverso titolo presso la Cooperativa Sociale il Faggio di Savona, presso la ASL 2 e dal 1998 ad oggi presso il Piccolo Cottolengo di Don Orione, prima come I.P. e successivamente come Coordinatrice di Reparto.
    Ha frequentato numerosi corsi di specializzazione in nursing ed in vulnologia, approfondendo soprattutto le tematiche relative sulle ulcerazioni cutanee e le diverse metodiche di medicazione.
    E’ stata docente in nove edizioni di ‘Scuola di Medicazione’ organizzati a Genova presso il PCDO.
    Autrice di pubblicazioni scientifiche e poster presentati ad eventi e convegni di geriatria e vulnologia, è stata relatrice durante 11 congressi anche di ambito nazionale.
    Nel 2015 ha frequentato con successo il Corso di addestramento all’impianto e alla gestione PICC e Midline presso l’Ospedale Policlinico S.Martino.

    Monica Gentile. Ha conseguito nel 2010 il Diploma di Laurea triennale in Scienze Infermieristiche presso A.O. Universitaria San Martino.
    Nel suo curriculum professionale risultano periodi lavorativi presso Residenza Protetta Villa Albaro, Casa di Cura Villa Montallegro, Unità Operativa Medicina d’Urgenza Pronto Soccorso S.Martino e PCDO, dove attualmente opera occupandosi particolarmente, con funzione di vice coordinatrice, delle problematiche relative ai deficit cognitivi ed alla cura delle lesioni cutanee.
    Monica Gentile opera anche all’interno dell’ambulatorio delle ulcere cutanee del Von Pauer.
    Nel 2016 ha frequentato con successo il Corso di formazione ed addestramento al posizionamento di PICC e MIDLINE (codice progetto ECMPV2/ECMPG) tenutosi dal 24/05/2016 a Genova presso l’Ospedale Policlinico S.Martino , ed attualmente è impegnata in questa attività anche all’interno del PCDO.

    COS’E’ UN PICC? E’ un catetere venoso centrale ad inserzione periferica (terzo medio del braccio) tramite guida ecografica, che permette l’infusione di farmaci altamente irritanti e non, come: chemioterapici, emoderivati, sacche nutrizionali, Mezzo di Contrasto per TAC, terapie antibiotiche e idratazioni.

    COS’E’ UN MIDLINE? E’ un catetere venoso periferico inserito (nel terzo medio del braccio) tramite guida ecografica, che permette l’infusione di farmaci come: sacche nutrizionali, emoderivati, terapie antibiotiche, idratazioni, mezzo di contrasto per TAC.

    QUAL’E’ IL VANTAGGIO? Il vantaggio principale dei dispositivi prevede che tale manovra venga effettuata a seguito della terapia prescritta ed il dispositivo permanga per tutta la sua durata, ovviando al problema spesso presente delle numerose venipunture.

    QUAL’E’ LA LORO DURATA? Sono accessi venosi a medio termine, possono rimanere in sede per un periodo di tempo compreso tra 1 settimana e 6/12 mesi.

    DA CHI VIENE EFFETTUATO? Il personale con qualifica, ottenuta presso l’Ospedale Policlinico San Martino, nel corso di alta formazione sulle procedure d’impianto di accessi vascolari PICC e Midline, provvederà ad effettuare la procedura.

    MODALITA’ DI PROCEDURA:

    • Verrà fornito un primo appuntamento gratuito, che consiste in un colloquio informativo sulla procedura, seguito da un breve esame ecografico del braccio che attesti l’effettuabilità dell’impianto.
    • Nel secondo appuntamento si potrà procedere con l’inserimento del dispositivo più idoneo per il paziente.

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  • Agopuntura

    grassiDott.ssa Simona Grassi. Nata a Genova il 30 giugno 1977, ho conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia in data 24 luglio 2002.
    Ho conseguito l’abilitazione alla professione nella sessione di giugno 2003; da allora ho svolto attività in sostituzione presso i servizi ASL 3 genovese dei diversi distretti distribuiti sul territorio e presso studi di Medici di Medicina Generale e servizio di Continuità Assistenziale.
    Ho svolto attività volontaria presso l’Istituto G. Gaslini di Genova dal 2000 al 2006, partecipando a studi scientifici di prevalente interesse auxologico e nefrologico.
    Ho conseguito il diploma di Formazione Specialistica in Medicina Generale a dicembre 2005.
    Dal gennaio 2006 lavoro presso l’Istituto Don Orione in qualità di medico internista.
    Ho conseguito diploma di Medicina Tradizionale Cinese ed Agopuntura nel novembre 2008; da allora opero come medico esperto in Medicina Tradizionale Cinese, occupandomi del supporto della materia a quelle problematiche riconosciute dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità e, dal 2011, specificatamente a quelle correlate all’infertilità maschile e femminile.
    Ho conseguito Diploma di Formazione Specialistica in Medicina Fisica e Riabilitazione nel dicembre 2014. Da allora mi occupo in qualità di fisiatra di alcuni Reparti dell’Istituto Don Orione Paverano ed opero in qualità di consulente fisiatra presso L’Istituto Boggiano Pico – Don Orione.
    Seguo periodici corsi di approfondimento secondo quanto stabilito dall’ Educazione Continua in Medicina.

    agopunturaL’agopuntura è un’antica metodologia terapeutica appartenente al corpus della medicina tradizionale cinese. Scopo dell’agopuntura è ristabilire lo stato di salute e di benessere del soggetto mediante l’inserimento di alcuni aghi in specifici punti del corpo umano. Lo stato di malattia viene causato da una cattiva circolazione del qi, con conseguente accumulo o carenza di energia tra le parti del corpo. Inoculando sottili aghi lungo l’asse dei meridiani, l’agopuntura è quindi di grado di ripristinare l’equilibrio energetico dell’individuo, garantendo lo stato di benessere.

    Il metodo di cura dell’agopuntura ha origini antichissime, risalenti a più di diecimila anni. Fu sotto la dinastia Ming che l’agopuntura raggiunse il suo periodo di fulgore, ponendo le basi per l’esportazione della dottrina in Occidente, grazie ai gesuiti nel 1600 e al successivo lavoro di G. Sulier de Morant, un diplomatico francese. Mao Tse Tung ufficializzò l’agopuntura, permettendone l’utilizzo in ospedale.

    Dagli anni Cinquanta, ebbe inizio anche la ricerca scientifica sull’agopuntura, finalizzata a comprendere, descrivere e tramandare la disciplina mediante riferimenti moderni quali cellule, biochimica e strutture annesse. Ciò nonostante, lo sviluppo dell’agopuntura a livello internazionale si è svolto in maniera disomogenea.

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  • Allergologia

    Dott.ssa Claudia Salmaso. Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Milano nell’ottobre 1993.
    Esame di Stato di Abilitazione all’esercizio della professione di Medico Chirurgo nel novembre 1993, presso l’Università di Milano.
    Specializzazione in Allergologia e Immunologia Clinica, Universita’ di Milano Direttore Prof. C. Zanussi, conseguita nel novembre 1997.
    Assegnista di ricerca da dicembre 1998 presso il servizio di Allergologia e Immunologia Clinica, Ospedale S. Martino, Università di Genova, Dipartimento di Medicina Interna (Primario Prof. M. Bagnasco), fino a febbraio 2003.
    Dottorato di ricerca in Scienze Immunologiche (Coordinatore Prof. L. Moretta, Relatore Prof. A. De Maria), Università di Genova.
    Come medico frequentatore ha collaborato alla gestione dell’ambulatorio Specialistico di Allergologia Pediatrica, presso il Day Hospital Pediatrico (Primario Dr. G. Motta), Presidio Ospedaliero Vittore Buzzi, dal maggio 1995 al giugno 1996. Medico frequentatore da novembre 1997 a dicembre 1998 presso il servizio di Allergologia e Immunologia Clinica, Ospedale S. Martino, Università di Genova, Dipartimento di Medina Interna (Primario Prof. M. Bagnasco), dove ha collaborato alla gestione dell’Ambulatorio di Immunoendocrinologia.
    Da dicembre 1998 a marzo 2003, in qualità di Dottorando, ha collaborato alla gestione dell’Ambulatorio di Immunoendocrinologia presso il servizio di Allergologia e Immunologia Clinica, Ospedale S. Martino, Università di Genova Dipartimento di Medina Interna (Primario Prof. M. Bagnasco),
    Medico frequentatore da settembre 2009 a tutt’oggi presso l’U.O. di Pneumoallergologia, Istituto G. Gaslini, responsabile Dott.ssa M. Tosca.
    Libero professionista dal 2012 a tutt’oggi, occupandosi di allergologia in ambito pediatrico e per adulti presso poliambulatorio Von Pauer via Ayroli 35 Genova.
    Dal 1991 al 1997 ha svolto attività di ricerca in Allergologia e Immunologia Clinica presso i laboratori dell’Istituto di Clinica Medica dell’Università di Milano. Ha utilizzato metodiche di separazione e purificazione cellulare (liquidi con gradienti a diversa densita’, quali Destrano, Percoll, Lymphoprep e Metrizamide, microsfere magnetiche coniugate con anticorpi monoclonali) e metodiche di biologia molecolare (RT-PCR) per lo studio dei meccanismi patogenetici dell’immunoflogosi.
    In collaborazione con l’Universita’ di Fisica di Milano e il gruppo di Ottica Applicata dell’Universita’ di Twente (Olanda) ha svolto ricerche per la purificazione di eosinofili tramite l’impiego di un FACS con filtro polarizzatore, presso l’Istituto di Ricerca Mario Negri (Milano).
    Da novembre 1997 a marzo 2003 ha svolto attività di ricerca sui meccanismi effettori cellulo-mediati in patologia autoimmune organo specifica, con particolare riferimento alle tireopatie autoimmuni e neoplastiche differenziate presso il Servizio di Allergologia e Immunologia Clinica, Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Genova (Prof. M. Bagnasco).
    1997-1998: Partecipazione come assegnista al Progetto di Ricerca di interesse nazionale intrauniversitario cofinanziato dal M.U.R.S.T., titolo: “Meccanismi umorali e cellulari di modulazione dell’immunoflogosi”, responsabile Prof. M. Bagnasco.
    Ha partecipato a numerosi eventi congressuali e formativi nella materia ed ha prodotto numerosi lavori scientifici pubblicati su riviste nazionali ed internazionali.

    allergologiaLa visita allergologica è un passaggio fondamentale per escludere, diagnosticare o monitorare un disturbo di carattere allergologico. Si può essere inviati dal proprio medico curante all’allergologo per accertare la natura di sintomi come difficoltà respiratorie, prurito in alcune zone del corpo, prurito agli occhi, naso chiuso o che cola, emicrania, eczema.

    A cosa serve la visita allergologica?
    L’obiettivo della visita allergologica è effettuare la diagnosi del tipo di allergia di cui si soffre e stabilire la relativa terapia. Questo tipo di visita può anche essere impiegata per monitorare l’eventuale evoluzione di un’allergia già diagnosticata.

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  • Cardiologia

    Dott. Paolo Tositti. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1987 ha conseguito la specializzazione in Cardiologia nel 1991 presso l’Università degli Studi di Firenze.
    Ufficiale Medico in SPE presso il servizio di cardiologia dell’Ospedale Militare di Firenze e successivamente responsabile del servizio di Cardiologia dell’Ospedale Militare di Genova; in quest’ultima sede ha ricoperto anche la carica di membro/presidente della Commissione Medica Ospedaliera.
    Già Specialista Cardiologo ambulatoriale presso la ASL n. 18 di Alba-Bra (CN). Attualmente ricopre gli incarichi di Specialista Cardiologo presso il Servizio Assistenza Sanitaria ai Naviganti del Ministero della Salute, Specialista Cardiologo ambulatoriale presso la ASL 3 genovese, Specialista Cardiologo presso Unità Sanitaria territoriale Rete Ferrovie Italiane di Genova.
    Dal 1998 al 2004 è stato Membro Specialista Cardiologo della Commissione Medica di verifica del Ministero del tesoro.
    Relatore in alcuni eventi formativi è stato autore di pubblicazioni scientifiche in ambito cardiologico.

    cardiologia Che cos’è la cardiologia
    La cardiologia è la branca della medicina che si occupa particolarmente della fisiologia, della fisiopatologia e della clinica dell’apparato cardiovascolare.

    Servizi di cardiologia

    • Visita cardiologica
    • Ecocardiocolordoppler, ecografia cardiaca
    • Elettrocardiogramma a riposo: è la registrazione su carta dell’attività elettrica del cuore, che consente di valutare indirettamente le dimensioni delle cavità cardiache, lo spessore delle pareti, la presenza di ischemia miocardia ed eventuali aritmie.
    • Elettrocardiogramma da sforzo: permette di valutare la piena efficienza del cuore durante uno sforzo, fornendo informazioni riguardo frequenza cardiaca, aritmie e ischemia del miocardio non deducibili con il solo elettrocardiogramma a riposo.

    Modalità di esecuzione
    La visita viene eseguita dallo specialista cardiologo. È necessaria la prenotazione.
    Non è necessaria alcuna preparazione.

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  • Chirurgia generale

    Dott. Massimo Angelini. Laurea in Medicina e chirurgia nel 1992
    1992 Abilitazione alla professione di medico chirurgo
    26.01.1993 iscrizione albo dei medici ed odontoiatria
    1997 diploma di specialita’ in chirurgia generale
    Da novembre 1997 a giugno 1998 guardia medica presso il polo di serra ricco’
    Da novembre 1997 a gennaio 1998 medico presso la usl 3
    Da novembre 1997 a tutt’oggi libera professione presso la clinica Villa Serena spa
    1997 incarichi avuti quale dirigente medico di chirurgia generale c/o osp. Evangelico
    Internazionale di Genova
    1997 da novembre al giugno 1998 medico responsabile c/o Ist Tomaso Ge
    1998 medico responsabile presso ist. La Camandolina
    1998 Sostituzione di colleghi medicina di base
    1999 Medico di guardia c/o Clinica S.Anna
    2001 al 2003 Sostituto dirigente medico presso Guardia di finanza regione liguria
    2001 Medico responsabile residenza per anziani ist Suore delle Immacolate
    2001 Libera PROFESSIONE PRESSO CLINICA Villa Igea Acqui Terme
    2003 al 2009 attivita libero professionista c/o osp. Evangelico
    2009 ad oggi dirigente medico primo livello presso osp. Evanegelico di Genova

    chirurgia Con la definizione “chirurgia generale” si indica, differentemente da quanto suggerisce la definizione stessa, quella branca della chirurgia che si occupa di risolvere o migliorare la prognosi delle patologie che interessano gli organi della cavità addominale – intestino, colon, fegato, stomaco, esofago, pancreas, cistifellea, fegato, dotti biliari – oltre alla mammella e alla tiroide.

    Di cosa si occupa il chirurgo generale?
    Il chirurgo generale è un chirurgo specializzato in interventi chirurgici condotti su mammella, tiroide o su uno degli organi della cavità addominale, il cui obiettivo è curare o migliorare la prognosi delle patologie che interessano questi organi.

    Quali sono le patologie trattate più spesso dal chirurgo generale?
    Le patologie più spesso trattate da questo chirurgo sono le patologie a carico della mammella, della tiroide e degli organi della cavità addominale (intestino, colon, fegato, stomaco, esofago, cistifellea, pancreas, fegato, dotti biliari). Tra queste ricordiamo in particolare:
    malattie funzionali e infiammatorie a carico di mammella, tiroide e degli organi della cavità addominale;
    ernie (iatali e inguinali)
    ulcere
    diverticoliti
    neoplasie (gastriche, dell’esofago, dell’intestino, del pancreas, del colon-retto, del fegato, della mammella, della tiroide, dei dotti biliari);
    cisti
    poliposi
    calcolosi
    sindromi dolorose da aderenze addominali post-chirurgiche.
    Dal punto di vista diagnostico il chirurgo generale effettua molto spesso biopsie dei linfonodi e biopsie mammarie.

    Quali sono le procedure più utilizzate dal chirurgo generale?
    Le procedure più utilizzate dal chirurgo generale sono:
    esami endoscopici diagnostico-operativi (gastroscopia, pancolonscopia, rettosigmoidoscopia) che permettono la valutazione interna (endoscopia diagnostica) degli organi esaminati per poterne studiare anatomia, funzionalità e possibili patologie. Attraverso gli esami endoscopici è inoltre possibile eseguire piccoli prelievi di tessuto da sottoporre ad analisi istologica e piccoli interventi in anestesia locale come, ad esempio, l’asportazione di polipi (endoscopia operativa);
    esami radiologici (Rx del tubo digerente, clisma opaco, Tac, Rmn);
    interventi chirurgici che vengono eseguiti, a seconda dei casi, “a cielo aperto” (laparotomia); in modalità “mini-invasiva” (laparoscopia – chirurgia robotica); sotto guida ecografica.

    Quando chiedere un appuntamento al chirurgo generale?
    È bene chiedere un appuntamento con il chirurgo generale tutte le volte che lo prescriva il proprio medico di medicina generale e nel caso in cui sia necessario monitorare il decorso post-operatorio.

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  • Cure palliative - oncologia

    Dott.ssa Rossella Tonetti

    cure-palliative “Le cure palliative consistono nell”assistenza attiva e totale dei pazienti terminali quando la malattia non risponde più alle terapie ed il controllo del dolore, dei sintomi, degli aspetti emotivi e spirituali e dei problemi sociali diventa predominante”.
    “Le cure palliative hanno carattere interdisciplinare e coinvolgono il paziente, la sua famiglia e la comunità in generale.
    In questo senso la cura palliativa è un richiamo al più antico e basilare
    concetto di cura: provvedere alle necessità ed esigenze dei pazienti in qualsiasi
    luogo si trovino o abbiano scelto per essere curati, al domicilio od in ambito
    ospedaliero”.
    “Le cure palliative rispettano la vita e considerano il morire come un processo
    naturale. Il loro scopo non è quello di accelerare o differire la morte, ma quello
    di garantire la migliore qualità di vita, sino alla fine”.

    (Dallo Statuto dell”Associazione Europea per le Cure Palliative)

    Le Cure Palliative sono rivolte al controllo del dolore, di tutti gli altri sintomi che non può manifestare un paziente affetto da una malattia cronica progressiva che non risponde più ai trattamenti clinici.
    Sono cure anche volte ad aiutare il paziente e i suoi familiari per superare disagi di carattere psicologico-emozionale-sociale e spirituale in modo da migliorare la qualità della vita.
    Le Cure Palliative richiedono l’intervento di diverse figure professionali competenti:infermieri, medici, fisioterapisti, assistenti sociali e spirituali.
    Tali cure possono essere realizzate a domicilio se il paziente lo desidera la famiglia, supportata adeguatamente, può diventare parte integrante dell’assistenza. Possono inoltre essere realizzate in ospedale e in strutture di ricovero specializzate, chiamate hospice.
    LE CURE PALLIATIVE NON SONO SINONIMO DI CURE TERMINALI RIVOLTE PER DEFINIZIONE AL PAZIENTE MORIBONDO.
    Le Cure Palliative, infatti, non rinnegano affatto la medicina scientifico-tecnologica, ma rivalutano all’interno di essa, un aspetto più umano dell’assistenza medica e infermieristica.

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  • Dermatologia

    Dott.ssa Laura Verani

    dermatologia La dermatologia è la branca della medicina che studia le patologie della pelle (in greco derma significa pelle) e di tutti gli annessi cutanei, cioè le ghiandole, i peli, i capelli e le unghie). dermatologia, patologie della pelle

    Il nostro Ambulatorio è particolarmente specializzato e sensibile in tema di “prevenzione in dermatologia”, il che significa cercare di prevedere con anticipo ad esempio la trasformazione di un neo in melanoma. Purtroppo questi casi sono molto più frequenti di quanto si potrebbe pensare, e l’unica arma vincente che abbiamo a disposizione è la prevenzione. prevenzione dermatologia, melanoma

    Questa consiste essenzialmente in una valutazione approfondita da parte dello Specialista, che può utilizzare svariati strumenti diagnostici, dalla semplice lente di ingrandimento, alle telecamere, ai sistemi software di elaborazione dei dati.

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  • Diabetologia - Endocrinologia - Ecotiroide

    Dott.ssa Sandra Valenti

    1990                Laurea in Medicina e Chirurgia (110/110 e lode)- Università di Genova
    1992-1993      Senior Fellow all’Endocrinology Department dell’Università di Seattle, Washington (USA)
    1996                Diploma di Dottore di Ricerca in Scienze Endocrine e Metaboliche – Università di Milano
    1997                Diploma di Specialista in Endocrinologia (50/50 e lode) – Università di Genova
    1997-2005      Ricercatore borsista al Dip. di Scienze Endocrine e Metaboliche dell’Università di Genova
    2005                Diploma in Omeopatia e Omotossicologia con una tesi sulle disfunzioni metaboliche tiroidee (Associazione Medica Italiana di Omotossicologia, AMIOT) – Milano
    2006                Corso di perfezionamento in Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (AMIOT – Roma)
    2009                Corso di perfezionamento in Elettroagopuntura sec. Voll per Endocrinologi (AMIOT-VE)
    2013                Corso di perfezionamento Omeo-mesoterapia Antalgica (AMIOT -Genova)
    2017                Corso di perfezionamento in Gastroenterologia (AMIOT- Genova)

    Da oltre 20 anni svolge l’attività professionale di Endocrinologo, arricchita dagli studi e dall’esperienza in Omotossicologia ed in Elettroagopuntura secondo Voll (EAV), discipline che trovano ampio spazio di impiego in molte delle patologie Endocrino-Metaboliche

     

    Dott. Lorenzo Mortara

        L’endocrinologo tratta il diabete e le altre alterazioni del metabolismo degli zuccheri (come insulino-resistenza, Sindrome dell’Ovaio Policistico, ecc), il sovrappeso e l’obesità che non si risolvono con la sola dieta (a causa di metabolismo rallentato), le dislipidemie (eccessi di colesterolo e trigliceridi), le disfunzioni della tiroide  (noduli, tiroiditi, ipotiroidismo, ipertiroidismo, ecc) e delle paratiroidi (alterato metabolismo del calcio sino all’osteporosi). In età adolescenziale e riproduttiva l’endocrinologo si occupa delle disfunzioni neuroendocrine e dell’ipofisi, specialmente quando legate ad uno squilibrio Psico-Neuro-Endocrino-Immunologico (PNEI, come nello stress), e delle disfunzioni degli ormoni sessuali e della crescita.
    La visita prevede l’utilizzo di Ecografia –  Misurazione degli organi con EAV  – Test Intolleranze Alimentari.

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  • Ecodoppler - Ecografia

    Dott. Marco Falchi.

    Laurea in Medicina e Chirurgia – Università di Genova nel 1993.
    Abilitazione all’esercizio della professione nel 1995.
    Specializzazione in Radiodiagnostica – Università di Genova nel 1997.
    Direttore tecnico del Servizio di Diagnostica per immagini della Casa di Cura Villa Montallegro e Consulente nella stessa materia del Piccolo Cottolengo Genovese.

    ecocolordoppler L’ecografia Doppler o più semplicemente ecoDoppler è una tecnica non cruenta e non invasiva quindi facilmente ripetibile utilizzata in medicina per lo studio della situazione anatomica e funzionale dei vasi sanguigni, arteriosi e venosi, e del cuore in tempo reale ed in maniera contemporanea (Duplex-Scanner). Prende il nome dal suo principio fisico di funzionamento, l’effetto Doppler.
    Utilizzata da oltre un trentennio ha un notevole valore sia in campo diagnostico che prognostico e terapeutico nelle affezioni cardiache e vascolari.
    Con l’utilizzo dell’ecografia, attraverso immagini B-mode, si studia la morfologia delle pareti, la loro motilità, la presenza o meno di formazioni endoluminali, la struttura della “placca ateromasica” mentre con il Doppler pulsato si valuta, attraverso l’analisi spettrale e il grado di purezza del suono, la situazione emodinamica del flusso sanguigno in quel determinato punto e quindi si possono quantificare i vari gradi di stenosi, distinguendo le stenosi emodinamicamente significative da quelle non emodinamicamente significative. Questa metodologia attualmente viene integrata con la colorazione dei flussi sanguigni per avere informazioni ancora più precise sul flusso sanguigno.

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  • Fisiatria

    tognetti Dott. Artemisio Tognetti. Professore di Biomeccanica Chinesiologia e Riabilitazione Generale
    Già Primario della Divisione di Riabilitazione dei Neurolesi e Motulesi di Novi Ligure.
    – Specialista in Fisiatria
    – Specialista in Neurofisiopatologia
    – Specialista in Ortopedia
    – Diplomato in Fisiochinesiterapia
    Esperto in Metodologie Riabilitative per il recupero del neuroleso ed il neuroleso e/o delle componenti motorie assenti (Vojta, Kabat, Bobath, Salvini-Perfetti ecc…)
    Esperto in Rieducazione analitica e posturale delle artropatie vertebrali e dei 4 arti.
    Esperto in Terapia Fisica analgesica, ionoforesica, stimolante, nelle chinesiologie applicate, sia con l’uso di metodologie massoterapiche manipolative, sia come riflessoterapia.

    grassi Dott.ssa Simona Grassi. Nata a Genova il 30 giugno 1977, ho conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia in data 24 luglio 2002.
    Ho conseguito l’abilitazione alla professione nella sessione di giugno 2003; da allora ho svolto attività in sostituzione presso i servizi ASL 3 genovese dei diversi distretti distribuiti sul territorio e presso studi di Medici di Medicina Generale e servizio di Continuità Assistenziale.
    Ho svolto attività volontaria presso l’Istituto G. Gaslini di Genova dal 2000 al 2006, partecipando a studi scientifici di prevalente interesse auxologico e nefrologico.
    Ho conseguito il diploma di Formazione Specialistica in Medicina Generale a dicembre 2005.
    Dal gennaio 2006 lavoro presso l’Istituto Don Orione in qualità di medico internista.
    Ho conseguito diploma di Medicina Tradizionale Cinese ed Agopuntura nel novembre 2008; da allora opero come medico esperto in Medicina Tradizionale Cinese, occupandomi del supporto della materia a quelle problematiche riconosciute dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità e, dal 2011, specificatamente a quelle correlate all’infertilità maschile e femminile.
    Ho conseguito Diploma di Formazione Specialistica in Medicina Fisica e Riabilitazione nel dicembre 2014. Da allora mi occupo in qualità di fisiatra di alcuni Reparti dell’Istituto Don Orione Paverano ed opero in qualità di consulente fisiatra presso L’Istituto Boggiano Pico – Don Orione.
    Seguo periodici corsi di approfondimento secondo quanto stabilito dall’ Educazione Continua in Medicina.

    fisiatria La Fisiatria è una branca della medicina, denominata anche Medicina Fisica e Riabilitativa. E’ una specializzazione medica connotata da una discreta interdisciplinarietà, poichè i suoi interessi abbracciano anche altre branche della medicina tra cui l’Ortopedia, la Neurologia, la Cardiologia, la Pneumologia e la Cardiologia. La Fisiatria trova applicazione nella terapia di prevenzione, cura e riabilitazione di patologie da causa traumatica, vascolare, o degenerativa dell’apparato locomotore (a carico delle ossa, dei muscoli e dei tendini) e del sistema nervoso.
    La Fisiatria ricerca le cause dell’equilibrio posturale alterato, più frequentemente a carico della colonna vertebrale (discopatie, ernie discali, scoliosi, spondilolistesi) e degli arti superiori e inferiori, e indica quale terapia fisica o di riabilitazione debba seguire un paziente.
    Quando la farmacologia è insufficiente, interviene la Fisiatria.
    Come rieducazione Posturale s’intende la rieducazione vertebrale e la rieducazione respiratoria.
    Quando è anche insufficiente la Fisiatria, si programma la Chirurgia, seguita dalla Rieducazione post-chirurgica.

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  • Geriatria - Gerontologia

    ambulatori von pauer Dott. Federico Astengo. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1974, ha poi conseguito le specialità di Geriatria, Gerontologia ed Endocrinologia.
    Il dott. Astengo opera da numerosi anni come geriatra all’interno dell’Opera don Orione ed è stato responsabile della RSA di riabilitazione S.Carlo dell’Istituto di Paverano.
    Nel corso degli anni il dott. Astengo ha anche svolto attività di Medico di Medicina Generale.
    Membro prima del Comitato Esecutivo del Piccolo Cottolengo di Don Orione genovese, attualmente ricopre l’incarico di Coordinatore Sanitario all’interno del Consiglio di Direzione.
    Per due mandati consecutivi è stato consigliere regionale della SIGG (Società Italiana di Gerontologia e Geriatria).
    Nel corso del tempo è stato autore di numerose pubblicazioni in ambito geriatrico, coautore di due libri, organizzatore di eventi a carattere scientifico e formativo, docente in numerosi corsi di formazione professionale.
    Nel 1999 è stato cofondatore di UPDOGE (Università Popolare Don Orione Genova).
    Dal febbraio 2005 all’aprile 2014 Responsabile Comunicazione e Tutela Utente del PCDO.
    Dal 2005 Responsabile dell’Area Socio-Sanitaria per le ICT del PCDO.
    Dal 2014 è Coordinatore del Comitato Scientifico ECM dell’Ente di Formazione Endofap.
    Il dott. Astengo ha partecipato e partecipa a numerosi tavoli tecnici presso Regione Liguria, Comune di Genova ed ASL3, ed è presente all’interno del consiglio del CREA (Coordinamento Regionale Enti Assistenza Anziani Religiosi e No Profit) dalla sua fondazione.

    tortorolo Dott. Umberto Tortorolo. Laureato in Medicina e Chirurgia, è specialista in Gerontologia e Geriatria dal 1990.
    Autore di pubblicazioni di prevalente carattere geriatrico ricopre la carica di Segretario nel direttivo ligure della SIGG (Società Italiana di Geriatria e Gerontologia) ed ha partecipato a numerosi congressi nazionali attinenti a questa disciplina in veste di relatore o di moderatore.
    Dal 1989 è Dirigente Medico di 1°livello presso l’Istituto di Paverano del Piccolo Cottolengo di Don Orione coordinando la RSA di riabilitazione S.Carlo. Presta anche la sua opera presso l’Istituto Famiglia Moresco con sede a Bogliasco e presso il centro diurno di Boschetto. Ricopre inoltre la carica di Responsabile Sanitario presso la RSA Le Cappuccine.

    geriatria La geriatria è la branca della medicina che si occupa dei bisogni e dei problemi di salute tipici della terza età.

    Di cosa si occupa il geriatra?
    Il geriatra è uno specialista medico che, oltre a gestire le patologie ed i bisogni tipici della terza età è in grado di fornire indicazioni e consigli ai fini di un “buon invecchiamento”.
    Compito del geriatra è inoltre quello di effettuare una valutazione complessiva delle numerose patologie consensuali all’avanzare dell’età, al fine di evitare che il sovrapporsi di molteplici pareri specialistici di per sé corretti ma spesso rilasciati con tempistiche e modalità diverse, diano come esito una pericolosa sommatoria di terapie, ed ingenerino confusione ed incertezza nel paziente anziano.
    La fragilità, insita in questo tipo di utenza, deve essere gestita con attenzione, tenendo conto anche del contesto sociale e familiare nel quale il paziente anziano si trova a vivere.

    Quali sono le patologie trattate più spesso dal geriatra?
    Molteplici sono le patologie correlate con l’invecchiamento; tra le più frequenti ricordiamo:
    – i disturbi della memoria e dell’orientamento, sino ad arrivare alla malattia di Alzheimer
    – le malattie cardiovascolari
    – le malattie osteoarticolari (esempio osteoporosi) e metaboliche (esempio diabete)
    – i disturbi nutrizionali che, se non individuati e corretti, possono condurre alla sarcopenia ed alla cachessia

    Quali sono le procedure più utilizzate dal geriatra?
    Quella del geriatra è una figura medica nota per il suo approccio multidisciplinare alla cura del paziente e al supporto dei familiari.
    La valutazione multidimensionale (VMD) è una modalità che può avvalersi di un vero e proprio team di figure professionali e che può includere, oltre al geriatra stesso, esperti come infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali, nutrizionisti, logopedisti e psicologi. In questo modo è possibile valutare i bisogni medici, sociali ed emotivi del paziente, prestando attenzione anche a problemi contingenti come la perdita di memoria, l’incontinenza, il rischio di cadute e l’eventuale necessità di assistenza per le occupazione basilari della vita quotidiana.
    Il mantenimento per il maggior tempo possibile dell’autosufficienza rappresenta la finalità più peculiare della geriatria.

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  • Ginecologia - Ostetricia

     Dott.ssa Annamaria Jane Nicoletti. Laurea in Medicina e Chirurgia conseguita presso l’Università degli Studi di Genova.
    Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia conseguita presso l’Università degli Studi di Genova.
    Master di 2° livello in Medicina della Riproduzione Assistita conseguito presso l’Università degli Studi di Urbino.
    Già Ricercatrice presso l’Università degli Studi di Genova, Post Doc progetto Europeo Optibirth sull’implementazione del parto vaginale dopo cesareo.

    Che cos’è la visita ginecologica?
    La visita ginecologica prevede di valutare lo stato di salute dei genitali femminili sia esterni che interni.

    A cosa serve la visita ginecologica?
    Attraverso una visita ginecologica è possibile valutare la salute degli organi genitali femminili ed escludere la presenza di patologie. Può trattarsi di un controllo periodico che diventa anche l’occasione per fare prevenzione secondaria di tumori del collo dell’utero, fibromi o endometriosi pelvica attraverso l’esecuzione di un Pap Test. Altre volte può invece essere necessaria per capire le ragioni alla base di disturbi del ciclo mestruale (ad esempio irregolarità, dolori o emorragie particolarmente abbondanti), per trovare un sistema di contraccezione adatto al proprio caso o perché si vuole avere un bambino, per verificare un sospetto di gravidanza, per problematiche riguardanti i rapporti sessuali (ad esempio dolori), per problemi che riguardano il seno e per i disturbi legati alla menopausa.

    Come si svolge la visita ginecologica?
    La visita ginecologica prevede sempre un’anamnesi approfondita. Il medico si informerà sulla storia della paziente e delle donne della sua famiglia, su eventuali sintomi con cui dovesse avere a che fare e su patologie o interventi cui è stata sottoposta in passato.
    Alla visita medica generale segue quella ginecologica vera e propria, che prevede l’esame dei genitali esterni, l’esplorazione vaginale e l’esame del seno. A volte può essere eseguito anche un controllo ecografico (in alcuni casi attraverso un’ecografia transvaginale) che permette di valutare lo stato di salute dell’utero o di verificare un sospetto di gravidanza in fasi molto precoci della gestazione.
    Nelle ragazze più giovani, in particolare prima del primo rapporto sessuale, potrebbe non essere necessaria la visita interna. In alcuni casi, più rari, potrebbe essere invece necessaria un’esplorazione rettale.
    Infine, il ginecologo può valutare anche lo stato di salute della tiroide e dei linfonodi.

    Sono previste norme di preparazione?
    In genere una visita ginecologica di controllo non richiede nessuna preparazione particolare. Solo se sono previsti esami specifici potrebbe essere necessario presentarsi senza aver svuotato la vescica. In tutti gli altri casi è meglio sottoporsi alla visita a vescica vuota.

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  • Lesioni cutanee

    bovoneDott. Ugo Bovone. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1982 è specialista in Geriatria e Gerontologia ed in Medicina dello Sport. Ha partecipato a Corso di perfezionamento postuniversitario in Medicina di Emergenza e di Pronto Soccorso.
    Dal 1985 è Dirigente medico di I° livello presso il Piccolo Cottolengo di Don Orione nell’Istituto di Paverano in Genova.
    Ha ricoperto incarico presso ASL 3 Genovese come coordinatore della commissione di VRQ (verifica revisione di qualità) per le lesioni da decubito, nelle strutture accreditate dell’ambito cittadino.
    E’ coautore di 11 pubblicazioni attinenti argomenti di geriatria e gerontologia.
    E’ stato relatore al Congresso Nazionale AISLEC (Torino 2001)
    Congresso Nazionale AIUC (Catania 2002), 13° Congresso EWMA (Pisa Maggio 2003) Congresso Nazionale AIUC (Torino 2005), Congresso Nazionale AIUC (Genova 2007), Congresso Nazionale AIUC( Roma 2008) in materia attinente alla Sindrome da Immobilizzazione ed all’eventuale danno tessutale ad essa conseguente.
    E’ membro del Consiglio Direttivo AIUC (Associazione Italiana Ulcere Cutanee).
    E’ membro dell’Editorial Board della rivista scientifica ACTA VULNOLOGICA (Fisiopatologia Clinica delle Lesioni Ulcerative) per la sezione riguardante le ulcere da pressione.
    Dal 1985 a tutt’oggi si occupa di riparazione tessutale associata all’utilizzo delle Medicazioni Avanzate soprattutto nel soggetto anziano.

    Dorotea Agate. Diplomata Infermiera Professionale nel 1990 ha operato a diverso titolo presso la Cooperativa Sociale il Faggio di Savona, presso la ASL 2 e dal 1998 ad oggi presso il Piccolo Cottolengo di Don Orione, prima come I.P. e successivamente come Coordinatrice di Reparto.
    Ha frequentato numerosi corsi di specializzazione in nursing ed in vulnologia, approfondendo soprattutto le tematiche relative sulle ulcerazioni cutanee e le diverse metodiche di medicazione.
    E’ stata docente in nove edizioni di ‘Scuola di Medicazione’ organizzati a Genova presso il PCDO.
    Autrice di pubblicazioni scientifiche e poster presentati ad eventi e convegni di geriatria e vulnologia, è stata relatrice durante 11 congressi anche di ambito nazionale.

    medicazioni  Il nostro ambulatorio si occupa soprattutto delle lesioni che frequentemente affliggono una parte della popolazione anziana fragile (lesioni da pressione o ulcere da decubito) e delle problematiche che possono interessare anche alcune fasce della popolazione adulta (ulcere vascolari, ulcere diabetiche ecc.). Queste lesioni cutanee, se non prontamente prese in cura ed attentamente monitorate, possono essere foriere di gravi conseguenze anche a livello sistemico.
    L’esperienza ci ha insegnato che molte volte nei pazienti che giungono alla nostra presa in carico e’ esistita una errata dicotomia nella cura, con un trattamento medico/farmacologico generale adeguato, ma con una scarsa attenzione al corretto trattamento locale della lesione stessa, in alcuni casi addirittura ignorata e lasciata all’autogestione dello stesso paziente.
    Un ulcera è una finestra aperta sull’intera persona, ma questa finestra sembra ancora relegata al “cortile interno dell’abitazione”.
    Questa esperienza ci ha condotto ad un approccio “olistico” della persona che giunge alla nostra attenzione, ed alla comprensione di come il rapporto di fiducia che ogni volta cerchiamo di conquistarci, sia un passo fondamentale nel cammino della guarigione.
    I nuovi materiali di medicazione e le loro modalità di utilizzo sono ancora vissuti da molti con diffidenza. Non a caso le prime sperimentazioni di tali presidi furono intraprese dai primi ricercatori, agli inizi degli anni ’60, in soggetti reclusi nelle carceri di Alcatraz, che si offrirono come “volontari” a tale trattamento.
    Nonostante l’esito positivo osservato, tali sperimentatori conclusero il loro articolo pubblicato sulla rivista scientifica “Nature” esprimendo ancora le loro perplessità sull’utilizzo, in un futuro, di tali metodiche.
    Tali dubbi ormai sono completamente dissolti tramite le evidenze cliniche dimostrate dalla moderna letteratura scientifica più attenta e qualificata, e l’utilizzo professionalmente competente di queste tecnologie è ormai un caposaldo della moderna vulnologia.
    E’ proprio sull’utilizzo di questi presidi avanzati, reso possibile da una nostra esperienza pluriennale maturata nella parte residenziale del Piccolo Cottolengo genovese, che si basa una parte importante del percorso di cura da noi proposto.
    Il nostro lavoro non necessita della sterilità di una sala operatoria, ma si svolge in un luogo nel quale si assicura l’ottimale sanificazione ambientale e, durante l’atto determinante della medicazione, utilizzando materiali e strumenti sterili.
    In questi anni si è assistito ad un crescente incremento dell’età media della popolazione, accompagnato però dalla concomitante fragilità dell’individuo, sempre più “Vulnerabile”.
    Con il termine Vulnologia, non ci si riferisce solo allo studio della riparazione dei nostri tessuti, ma anche alla prevenzione del loro possibile “danno”.
    Estremizzando il concetto, il cardiologo che riesce a mantenere l’ottimale compenso emodinamico del suo paziente ed a prevenirne di conseguenza l’edema degli arti inferiori preservando quindi la microcircolazione di tali distretti corporei, diviene anch’esso, probabilmente inconsapevolmente… un vulnologo. La stessa cosa si può dire, naturalmente in senso lato, dell’ortopedico, del fisiatra, del pneumologo, e di tutti gli operatori che con la loro professionalità riescono a mantenere il buon compenso psicomotorio dell’individuo, e di conseguenza ad ovviare o ridurre tutte le cause di rischio di “Vulnus”.

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  • Logopedia

    Processed with MOLDIVDott.ssa Francesca Bortolazzi. Si è laureata in Logopedia nel 2003 presso l’Università degli Studi di Genova. Nel 2003 ha collaborato con la Cooperativa DONO alla gestione di servizi socio-assistenziali in qualità di educatrice in centri estivi ed in ambito di affidi educativi. Dal 2004 al 2007 ha lavorato in qualità di Logopedista presso il Centro C.A.R.E.S. Onlus, Centro di riabilitazione per bambini e ragazzi e presso il CIDO (Centro Infermieristico Domiciliare Ospedaliero) – Consultorio materno-familiare di Albenga, Alassio, Andora e Loano e presso il Centro Polifunzionale Von Pauer di Genova. Dal 2007 ad oggi lavora come Logopedista presso il Istituto Don Orione Paverano – Casa di riposo RSA, occupandosi di valutazioni, trattamenti delle principali patologie di interesse logopedico soprattutto delle problematiche della deglutizione data l’alta percentuale di ospiti affetti da disfagia, e organizzando incontri di formazione ed aggiornamento per il personale di assistenza ed addetto alla ristorazione. Dal 2003 ad oggi lavora in libera professione presso lo studio privato di Genova, occupandosi delle principali patologie che interessano la voce, il linguaggio, l’apprendimento e la deglutizione sia nell’adulto che nel bambino.

    logopedia-dsa  La logopedia è una branca della medicina che si occupa di studiare il linguaggio e le sue eventuali problematiche. Imparare a parlare, infatti, per un bambino non è sempre un percorso facile e naturale. In genere l’acquisizione di questo fondamentale strumento di comunicazione, che distingue l’essere umano dagli altri animali, avviene nei primi anni di vita, e man mano ci si impratichisce sia con la crescita che attraverso il fondamentale contributo scolastico.

    Capita talvolta che i bambini siano “vittima” di disturbi della parola. Ma cosa accade quando ci siano delle difficoltà, quando i genitori si accorgano che il loro bimbo tarda a parlare, oppure pronuncia male o in modo incomprensibile anche parole molto semplici? La logopedia e i suoi specialisti esistono proprio per questo, per aiutare i bambini, attraverso semplici esercizi ad hoc, ad appropriarsi del “codice lingua”.

    Prima di parlare della figura del logopedista, proviamo a vedere se è possibile, anche a casa, seguire il proprio bimbo con difficoltà nell’imparare a parlare, stimolandolo con esercizi mirati che lo aiutino anche nella pronuncia dei diversi fonemi. Ebbene, la risposta è affermativa, anche se ci vuole molta pazienza (sia da parte dei genitori che del piccolo) per ottenere dei risultati duraturi. Si tratta di esercizi che hanno lo scopo di preparare l’apparato fonatorio infantile, a volte immaturo, alla pronuncia delle parole e dei diversi suoni.

    Stimolazione delle labbra e della lingua, attraverso anche l’ausilio di strumenti come palline da mettere in bocca, servono proprio per insegnare al piccolo come impostarle per emettere i suoni in modo corretto. Soffiamenti, smorfie, rotazioni con la lingua e schioccamento dei quest’ultima contro il palato, arricciamenti delle labbra, e altri movimenti mirati, ripetuti con costanza tutti i giorni aiutano concretamente il bambino (ma qualche volta anche gli adulti con difetti di pronuncia) ad imparare correttamente tutte le combinazioni possibili di suoni e di lettere. Ma per ottenere il massimo dei risultati, bisogna rivolgersi al professionista della logopedia, il logopedista.

    Chi è il logopedista? E di cosa si occupa?
    Il logopedista è il professionista sanitario che si occupa della prevenzione,cura e riabilitazione dei disturbi della voce, della comunicazione, del linguaggio, dei disturbi cognitivi e dell’apprendimento in età evolutiva, adulta e geriatrica attraverso la valutazione, il bilancio, la programmazione, l’elaborazione e la verifica di programmi riabilitativi individuali.

    Il logopedista, dunque, è lo specialista che si occupa della “educazione della parola“, della comunicazione scritta e orale, della prevenzione e della cura dei problemi legati all’uso del linguaggio. Il principale compito è quello di rieducare le persone a parlare in modo corretto, eliminando difetti di forma o veri e propri disturbi del linguaggio. Le sedute dedicate ai bambini sono molto divertenti. Lo specialista avvicina il piccolo tramite lo strumento del gioco e la collaborazione dei genitori, che dovrebbero partecipare alle sedute e apprendere gli esercizi per poi aiutare il bimbo nel recupero.

    Quali sono i disturbi del bambino per cui i genitori dovrebbero rivolgersi ad uno specialista?
    Se si nota che Il bambino manifesta alcuni problemi: una volta imparato a parlare, dopo i due anni, i genitori potrebbero accorgersi che i loro piccoli hanno difficoltà a emettere correttamente alcuni suoni o invertono le sillabe. Soprattutto le lettere come la s, z, gl, gn creano problemi non indifferenti. Poi c’è l’alterazione dei suoni, ovvero la riproduzione errata. Alcuni hanno difficoltà a parlare: non chiudono le frasi correttamente o fanno fatica a esprimere i concetti. Le problematiche in età evolutiva riguardano prevalentemente i ritardi dello sviluppo del linguaggio, i difetti di articolazione, di pronuncia, la povertà lessicale e di strutturazione della frase, le disfluenze, i problemi di voce, la deglutizione deviata legata a mal occlusioni dentali, le difficoltà nell’apprendimento della letto scrittura, i disturbi sensoriali legati all’udito.

    Alcuni di questi piccoli disturbi spariscono con la pratica. Se però notate che sono duraturi allora contattate uno specialista.

    In caso di balbuzie, ad esempio, l’intervento dello specialista è d’obbligo perché difficilmente questo problema svanisce. Il logopedista con esercizi mirati aiuta il bambino a controllare queste esitazioni, che spesso nascondono problemi legati alla comunicazione. Talvolta, nei casi più complessi, non basta questo tipo di terapia. In questo caso non temiate giudizi, contattate uno psicologo. Infine il disturbo più grave: l’autismo.

    Non sempre viene diagnosticato, soprattutto quando i bimbi sono molto piccoli, spetta ai genitori essere vigili. Siate attenti alle reazioni di vostro figlio: se ha difficoltà a stabilire comunicazioni, sfugge allo sguardo e ha problemi a mantenere l’attenzione, oppure non esprime concetti definiti ma ripete solamente le frasi. In tutti questi sintomi, potrebbe nascondersi l’autismo. Consultate un logopedista che potrà, prima di tutto, capire se i vostri dubbi sono fondati e poi aiutare il bambino a creare un ponte per comunicare.

    In cosa consiste la visita? Quanto tempo dura la prima seduta? Qual’è la durata totale del ciclo di visite?
    La prima visita logopedica mira alla definizione del problema del bambino, al counseling informativo e prescrittivo ai genitori per instaurare un’alleanza terapeutica indispensabile al trattamento e alla programmazione dell’intervento riabilitativo. Le sedute logopediche durano circa 45 minuti , ed il ciclo di terapie varia in base alla patologia riscontrata con verifiche e obiettivi periodici.

    Come impara il bambino a correggere le sue lacune?
    Gli strumenti utilizzati dal logopedista durante la riabilitazione sono prevalentemente di tipo ludico, con oggetti, giocattoli, giochi strutturati, immagini e tutto ciò che può attirare l’interesse del bambino, naturalmente adattati in base all’età ed alle sue capacità cognitive.

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  • Neurologia

    Dott.ssa Paola Fontana.paola fontana neurologa  Laureata in Medicina e Chirurgia nell’anno 2000 è specialista in Neurologia dal 2005.
    Durante il corso di specializzazione presso la Clinica Neurologica Universitaria, ha partecipato attivamente all’attività clinica e di ricerca svolta nell’Istituto, con particolare interesse per i disturbi cognitivi e comportamentali dell’anziano. In questo ambito è stata anche coautrice di alcune pubblicazioni si riviste scientifiche internazionali.
    Dopo un periodo di attività ambulatoriale come specialista neurologa in varie sedi della ASL Genovese ed Imperiese, è stata, dal maggio 2009 al maggio 2012, Dirigente Medico presso la Fondazione Maugeri di Genova Nervi.
    Dal maggio 2012 è medico presso il Piccolo Cottolengo Don Orione di Genova con mansioni che comprendono anche l’attività specialistica neurologica, e dal novembre 2015 ricopre anche l’incarico di Direzione Sanitaria per i reparti disabili della sede di Paverano.

    Dott. Alessandro Buccolieri

    neurologia

    La Neurologia è una branca specialistica della Medicina che si occupa delle malattie del sistema nervoso.

    In particolare, la Neurologia si occupa delle malattie delle diverse componenti del sistema nervoso, ed in particolare del sistema nervoso centrale (encefalo e  midollo spinale) e di quello periferico (radici nervose nervi cranici e spinali); tradizionalmente, rientrano nella competenza della Neurologia anche le malattie dei muscoli (per esempio le distrofie).

    Le principali malattie di cui la Neurologia si occupa sono le malattie cerebro-vascolari (ictus), le demenze, le cosiddette malattie neurodegenerative (come la malattia di Parkinson e la sclerosi laterale amiotrofica), l’epilessia, la sclerosi multipla, le polineuriti, le malattie infettive del sistema nervoso (meningiti , encefaliti), le cefalee oltre a numerose altre malattie più rare.

    Anche se ai giorni nostri la Neurologia si avvale di sofisticati esami strumentali (per esempio la TAC, la Risonanza Magnetica, l’EEG e gli altri esami neurofisiologici), un’importanza fondamentale continua ad avere la visita neurologica, che è l’esame eseguito dallo specialista sul paziente. Anche se l’esame neurologico si avvale di manovre (come lo studio dei riflessi etc.) in uso da molti decenni e spesso apparentemente semplici, esso è in grado di fornire informazioni insostituibili per la diagnosi.

    La visita neurologica dura in genere almeno 20-30 minuti, perché oltre all’esame vero e proprio deve comprendere un’accurata raccolta della anamnesi (cioè la descrizione dei disturbi del paziente), perché molte malattie neurologiche si manifestano in modo “episodico”, ed al momento della visita la situazione può apparire del tutto normale.

    Anche se i confini tra neurologia e psichiatria non sono molto netti (fino ad alcuni decenni fa esse erano infatti unite in un’unica branca denominata “neuropsichiatria”), l’interesse della neurologia si rivolge alle malattie “organiche” del sistema nervoso mentre la psichiatria ai disturbi “mentali” e del comportamento.  Spesso tuttavia  si rivolgono al neurologo anche soggetti affetti da disturbi dell’umore, ansia ed insonnia.

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  • Oculistica

    barabino Dott.ssa Maurizia Barabino. Laurea in Medicina e Chirurgia presso Universita’ di Genova discutendo la tesi: caratteristiche etnografiche e angiografiche dell’area papillare in rapporto ai difetti perimetrici nel glaucomatoso. Relatore Prof. M.Zingirian.
    Specializzazione in Oftalmologia presso la Clinica Oculistica dell’Universita’ di Genova discutendo la tesi: effetti della presentazione randomizzata dello stimolo luminoso sui risultati della perimetria cinetica. Relatore Prof. M. Zingirian.
    Tirocinio pratico ospedaliero semestrale presso la Clinica Oculistica dell’ Universita’ di Genova.
    Già Medico Specialista Oculista presso Ambulatorio dello Stabilimento Siderurgico Nuova Italsider Genova Cornigliano,
    Dal 1983 ad oggi attività libero professionale a Genova. Dal 1984: medico specialista oculista ambulatoriale convenzionato interno presso le ASL di:Asti, Imperia, Nizza Monferrato, Albenga, Finale Ligure fino al 1987.
    Dal 1987 a Genova (ambulatori di Sampierdarena, Sestri Ponente, via Bainsizza, via XII Ottobre, via Assarotti, via Archimede).
    Revisore dei conti dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Genova nel triennio 2006/2008. Presidente dei Revisori dei conti del SUMSI( sindacato unitario medicina ambulatoriale italiana ) dal 2004 al 2008.
    La dott.ssa Barabino dal 1980 ad oggi ha partecipato a numerosi corsi di aggiornamento, pubblicato lavori scientifici e partecipato a congressi oftalmologici delle principali società scientifiche del settore.

    Dott. Alessandro Magnasco.

    − Laurea con lode in Medicina e Chirurgia, conseguita nell’Ottobre 1990 presso l’Università di Genova.
    − Diploma di specializzazione con lode in Oftalmologia, conseguito nel Novembre 1994 presso l’Università di Genova con tesi: «Le retinocoroidopatie acute focali». Relatore Chiar.mo Prof. Mario Zingirian.
    − Borsa di studio, dal 18.02.1997 al 17.08.1997, per la realizzazione di un progetto di ricerca su “Alterazioni vascolari e/o generali in soggetti con pseudoesfoliazione capsulare” presso la Divisione Oculistica degli Ospedali Galliera di Genova.
    − Diploma di perfezionamento in Chirurgia Vitreo-Retinica conseguito nel Novembre 1999 presso la Clinica Oculistica dell’Università di Genova.
    − Diploma di perfezionamento in Chirurgia Oculare degli annessi e del segmento anteriore conseguito nel Novembre 2000 presso la Clinica Oculistica dell’Università di Genova.
    − 01.09.1992-07.11.1994: Servizio di Guardia Medica prestato presso l’Unità Operativa di Clinica Oculistica dell’Università di Genova.
    − 07.11.1994-20.12.1998: Medico addetto al Servizio di Espianti corneali per il centro di riferimento regionale presso la Clinica Oculistica dell’Università di Genova.
    − 01.04.1995-20.12.1998: Medico frequentatore presso la Clinica Oculistica dell’Università di Genova e collaboratore del Centro Retina-Servizio di Angiografia Oculare e di Retina Chirurgica.
    − 06.06.1995-20.12.1998 e 04.09.2000-presente: Medico Oculista Consulente del Centro Socio-Sanitario-Assistenziale “Von Pauer” dell’Opera Don Orione in Genova.
    − 04.09.1995-03.03.1996: Dirigente Medico I Livello supplente presso la Divisione Oculistica degli Ospedali Galliera-Genova.
    − 19.06.1996-17.07.1996: Medico Oculista Sostituto ed Incaricato presso la USL3 Genovese.
    − 01.12.1997-31.01.2001: Consulente del Servizio di Fluorangiografia della SADET Oftalmica in Genova.
    − 21.12.1998-31.07.1999: Dirigente Medico I Livello di Oftalmologia a tempo indeterminato, a tempo pieno, a rapporto non esclusivo – OO.RR. Sede di Novi Ligure.
    − 01.01.1999-31.12.2000: incarico dirigenziale di “Diagnostica del segmento posteriore”, presso l’U.O.A. Oculistica, OO.RR. sede di Novi Ligure.
    − 01.01.2002-15.05.2002: incarico dirigenziale triennale di “Chirurgia del segmento posteriore”, presso l’U.O.A. Oculistica, OO.RR. sede di Novi Ligure.
    − 01.08.1999-15.05.2002: Dirigente Medico di Oftalmologia a tempo indeterminato, a tempo pieno, a rapporto non esclusivo – OO.RR. Sede di Novi Ligure.
    − 16.05.2002-30.06.2008: Dirigente Medico di Oftalmologia a tempo indeterminato, a tempo pieno, a rapporto non esclusivo presso l’Azienda Ospedaliera “Villa Scassi” Ospedale Civile di Genova Sampierdarena.
    − 01.07.2008-a tutt’oggi: Dirigente Medico di Oftalmologia a tempo indeterminato, a tempo pieno, a rapporto non esclusivo presso la Struttura Complessa di Oculistica dell’ASL3 Genovese.
    − Dal 2010 referente del Centro Retina della Struttura Complessa di Oculistica ASL3 Genovese presso il Presidio Ospedaliero Villa Scassi in Genova.
    − Dal 2012 referente del Centro Malattie della Macula della Struttura Complessa di Oculistica ASL3 Genovese.

    Il dott.Magnasco durante la sua carriera professionale è stato autore di:
    3000 interventi (circa) di facoemulsificazione e di estrazione extracapsulare della cataratta con impianto di lente intraoculare;
    400 interventi (circa) sugli annessi oculari;
    100 interventi (circa) di chirurgia episclerale del distacco di retina e di vitrectomia;
    100 iniezioni intravitreali/anno (circa) negli ultimi tre anni;
    500 interventi (circa), eseguiti in qualità di aiuto ed assistente, tra cheratoplastiche, chirurgia della cataratta, del glaucoma, dello strabismo, del distacco di retina e delle affezioni vitreoretiniche presso la Clinica Oculistica dell’Università di Genova.
    Oltre 1500 interventi argon e yag laser per glaucoma, degenerazioni retiniche centrali e periferiche, retinopatia diabetica e capsulotomia.
    200 fluorangiografie ed angiografie con verde d’indocianina eseguite presso la Clinica Oculistica dell’Università di Genova.
    350 fluorangiografie eseguite presso l’U.O.A. di Oculistica, OO.RR. sede di Novi Ligure.
    120 ecografie diagnostiche eseguite presso l’U.O.A. di Oculistica, OO.RR. sede di Novi Ligure.
    500 visite di oftalmologia pediatrica eseguite presso l’U.O.A. di Oculistica, OO.RR. sede di Novi Ligure.
    500 visite/anno presso il Centro Retina della Struttura Complessa di Oculistica ASL3 Genovese del Presidio Ospedaliero Villa Scassi in Genova dal 2010.

    Il dottor Magnasco nel corso degli anni è stato titolare di numerose attività didattiche e formative organizzate da ASL3 ed altri enti pubblici e privati.
    Relatore ed organizzatore di convegni scientifici è autore di numerose pubblicazioni scientifiche. E’ stato membro della International Perimetric Society e della European Vitreoretinal Society. Attualmente è membro della European Society of Retina Specialists, Società Oftalmologica Nord Occidentale e della Società Oftalmologica Italiana.

    oculistica La visita oculistica è un passaggio fondamentale per diagnosticare, escludere o monitorare una patologia che interessa gli occhi. Viene eseguita da un oculista, ovvero da un medico specialista in oculistica. Oltre a soggetti con malattia già diagnosticata, che d’accordo con lo specialista si sottoporranno a visite periodiche per monitorarne l’andamento, si può essere inviati all’oculista dal proprio medico curante per chiarire la natura di sintomi come abbassamento dell’acutezza visiva; annebbiamento della vista; presenza nel campo visivo di macchie colorate, aureole o aloni, puntini; se parte del campo visivo è oscurata; in caso di lesioni oculari di varia natura.

    A cosa serve la visita oculistica?
    La visita oculistica serve a valutare le condizioni di salute degli occhi e quindi a diagnosticare o escludere la presenza di patologie oculari e, quando possibile, a stabilire la relativa terapia. Poiché molte malattie oculari sono asintomatiche è raccomandabile eseguire esami oculari periodici, soprattutto se in famiglia sono presenti soggetti con patologie della vista. La visita oculistica può inoltre anche essere utile nell’individuazione di altre malattie – come malattie sistemiche, tumori e patologie del sistema nervoso – caratterizzate da manifestazioni oculari. Si può venire sottoposti a visita oculistica anche per monitorare patologie degli occhi già diagnosticate.

    Come si svolge la visita oculistica?
    Nel corso della prima fase della visita il medico specialista provvederà a raccogliere il più ampio numero di informazioni sulla storia clinica e familiare del paziente (anamnesi), mediante domande volte a conoscere la tipologia di alimentazione, l’eventuale vizio del fumo, l’eventuale consumo di alcol, il livello di attività fisica e di sedentarietà, la presenza di eventuali patologie a carico, altri casi in famiglia di patologie oculari, l’eventuale assunzione di farmaci. Il medico provvederà poi a effettuare un esame degli occhi esterno – che consiste nell’ispezione delle palpebre, dei tessuti circostanti, dello spazio interpalpebrale, delle congiuntive, della sclera, della cornea e dell’iride.
    Lo specialista passa poi a eseguire test mirati a evidenziare il livello di acutezza visiva, la funzionalità pupillare e la motilità dei muscoli esterni dell’occhio. La visita generalmente si conclude con la misurazione della pressione intraoculare (mediante tonometria) e con l’esame del fondo oculare (utilizzato per studiare le strutture oculari collocate posteriormente all’iride e al cristallino). Questa visita dura in media 30 minuti.

    Sono previste norme di preparazione?
    Per potersi sottoporre a una visita oculistica non sono previste norme di preparazione. È bene che il paziente porti con sé eventuali esami effettuati su richiesta del medico curante.

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  • Odontoiatria e igiene dentale

    Dott.ssa Federica Bruscella. Laureata nel 2003 in Odontoiatria e protesi dentaria presso Università degli Studi di Genova.
    Dal 2004 svolge la libera professione e dal 2012 è titolare di uno studio dentistico, opera come consulente all’interno del Piccolo Cottolengo di Don Orione e come libera professionista presso gli ambulatori del poliambulatorio Von Pauer.
    La dottoressa Bruscella si occupa di conservativa, endodonzia, protesi mobile, implantoprotesi, protesi fissa, estetica del sorriso, prevenzione.

    Close-up of patient’s open mouth during oral inspection with mirror and hook

    Close-up of patient’s open mouth during oral inspection with mirror and hook

     La visita odontoiatrica è uno strumento molto importante per la prevenzione della salute orale e per evitare molti disturbi e patologie che colpiscono i denti, le gengive e tutta la bocca. La prima visita dal dentista andrebbe fatta all’età di cinque anni e ripetuta regolarmente per permettere allo specialista, l’odontoiatra, di ispezionare la dentatura e i suoi difetti, di valutare se sta crescendo regolarmente, se vi sono problemi dovuti a carie, placca, tartaro, infezioni batteriche, infiammazioni delle gengive o parodontite che richiedono cure tempestive e specifiche.

    A cosa serve la visita odontoiatrica?
    Occorrerebbe sottoporsi a visita odontoiatrica per prevenzione almeno ogni sei mesi.
    Naturalmente si ricorre alla visita odontoiatrica soprattutto quando si manifestano i sintomi dolorosi del mal di denti o c’è sanguinamento dalle gengive.
    In età pediatrica, a partire dai cinque anni, la visita odontoiatrica consente al dentista di valutare se sono assenti patologie del cavo orale e se i denti stanno crescendo correttamente. In caso contrario, si provvede nel corso degli anni ad una correzione con appositi apparecchi fissi o mobili in modo da allineare denti e arcate favorendo una masticazione corretta e prevenendo problemi che possono influenzare la postura e persino la salute del cuore.
    In età adulta la visita odontoiatrica è fondamentale per preservare più a lungo la dentizione naturale dai danni dovuti alla masticazione, ai batteri e alla placca, al deterioramento dello smalto, alle malattie gengivali, all’uso di farmaci. In caso di perdita di uno o più denti, la visita odontoiatrica permette di pianificare l’intervento più adeguato alla situazione: otturazione, capsula, estrazione, impianti protesici fissi e mobili. Esistono materiali e tecniche d’avanguardia che permettono di restituire al paziente un assetto ottimale della dentizione, con ottimi risultati estetici e il minimo disagio mentre si mangia.

    Come si svolge la visita odontoiatrica?
    Durante la visita di controllo il dentista procede ad esaminare lo stato della dentizione e delle gengive a cui, eventualmente, può seguire una accurata pulizia dei denti che consiste nella rimozione del tartaro e nello sbiancamento della superficie dei denti in modo da conservarli in salute e prevenire problemi come la carie, la gengivite o infiammazioni più serie come la piorrea (anche nota come parodontite o malattia parodontale) che possono portare alla caduta dei denti. La visita odontoiatrica è importante anche perché il dentista o l’igienista dentale insegnano al paziente come eseguire una corretta igiene orale a casa tutti i giorni.
    Se ci sono ulteriori problemi, il dentista dopo la visita può richiedere una radiografia delle arcate dentali (ortopanoramica) per individuare problemi che non possono essere individuati a occhio nudo come carie nascoste, lesioni dell’osso mascellare, cisti o tumori, oppure per verificare il corretto allineamento delle arcate.

    Sono previste norme di preparazione?
    Non è prevista una preparazione speciale da parte del paziente, che viene invitato a portare con sé eventuali esami effettuati su richiesta del medico.

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  • Omeopatia

    Dott.ssa Laura Zucca

    omeopatia Con Omeopatia si intende un metodo di cura, basato sulla legge dei simili, che prevede l’utilizzo di un rimedio (detto rimedio omeopatico) che produce nel soggetto sano gli stessi sintomi della malattia che si può curare. Pertanto, il rimedio è simile alla malattia nella espressione dei sintomi che produce, ma di specie od origine diversa, cioè non è derivato o composto dello stesso agente causale della malattia.

    Un altro chiarimento riguarda i vari tipi di Omeopatia in uso, poiché dalla iniziale ortodossia si sono poi formate diverse scuole e altrettanto diversi atteggiamenti terapeutici.

    L’Omeopatia Unicista è quella più aderente al rigore hahnemanniano, perché prevede la prescrizione di un solo rimedio alla volta (un individuo nel corso della vita può richiedere anche rimedi diversi) che viene prescritto secondo i fondamenti dell’Organon.

    L’Omeopatia Pluralista prevede l’utilizzo di più rimedi alla volta e in particolare, in quella che viene chiamata Omeopatia Complessista (o Clinica), è invalso l’uso di complessi, ovvero preparati che contengono, già nello stessa formulazione, sostanze diverse. È questo un approccio più sintomatico che cerca di contrastare il sintomo piuttosto che la malattia, rimanendo in una sfera d’azione certamente più superficiale, sia dell’individuo che della sua sofferenza.

    IL PRINCIPIO DI SIMILITUDINE
    Hahnemann arrivò alla formulazione di questo principio sostanzialmente attraverso due vie:
    – la sperimentazione (dapprima della corteccia di China e poi di altri rimedi),
    – l’osservazione delle leggi della Natura, analizzando ciò che succede quando nello stesso soggetto si incontrano due malattie che hanno sintomi completamente diversi (malattie dissimili), oppure malattie con sintomi comuni (malattie simili).

    Il resoconto delle sue osservazioni, attinte da una grande quantità di esempi clinici che lui stesso o i suoi contemporanei avevano modo di osservare nel corso dell’attività medica, viene riferito nei paragrafi 34-42 e 43-51 dell’Organon e va sotto il nome di “Studio delle malattie simili e dissimili”.

    In una successiva analisi, Hahnemann espone cosa si verifica quando nel corso naturale della malattia o della sovrapposizione di due malattie, il medico interviene con dei medicamenti allopatici.

    Articolo tratto dal libro “Introduzione all’Omeopatia” di Associazione Lycopodium

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  • Ortopedia

    gelain Dott. Attilio Gelain. Laurea in Medicina e Chirurgia-Genova 1973
    – Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia-Torino 1976
    – Assistente Ortopedico Ospedale San Martino di Genova dal 1975 al 1993
    – Aiuto-Primario-Incaricato Ortopedia e Traumatologia Ospedale Galliera di Genova dal luglio1986 al luglio1987
    – Idoneità a Primario Ortopedico – Roma 1987
    – Aiuto-Primario di Ruolo Ortopedia e Traumatologia Ospedale San Martino di Genova dal 1993 al 2010
    – Dal gennaio 2011 a tutt’oggi Libero Professionista e Specialista Ortopedico Convenzionato nella A.S.L. 3 Genovese.

    Ha partecipato a Corsi di Specializzazione di Chirurgica Ortopedico-Traumatologica e a Congressi in Italia e all’Estero, nel rispetto delle direttive dell’E.C.M.

    480840326

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     La visita ortopedica è una visita concentrata sullo stato di salute dell’apparato locomotore, cioè delle ossa, delle articolazioni e dei muscoli, sia in condizioni normali che in seguito a traumi. A condurla è uno specialista ortopedico.

    A cosa serve la visita ortopedica?
    La visita ortopedica permette di studiare la struttura e la funzionalità dell’apparato locomotore per diagnosticare patologie acute, croniche o degenerative a carico della colonna vertebrale, degli arti superiori (spalla, gomito, mano e polso) o degli arti inferiori (anca, ginocchio, piede e caviglia). Fra le più frequenti sono incluse l’artrosi, i problemi al menisco, le lesioni ai legamenti del ginocchio e della cuffia dei rotatori, la sindrome del tunnel carpale, l’alluce valgo, il neuroma di Morton, la sindrome da compressione del nervo ulnare e la fascite plantare.
    Inoltre la visita ortopedica può essere utile in seguito a traumi che possono aver leso le strutture dell’apparato locomotore.

    Come si svolge la visita ortopedica?
    In una fase iniziale la visita ortopedica prevede un’analisi completa delle condizioni cliniche del paziente. Per questo il medico si informerà non solo sui suoi sintomi presenti, ma anche su disturbi con cui ha avuto a che fare in passato, sul tipo di lavoro svolto e sulle attività fisiche praticate.
    La visita prosegue poi con l’analisi della struttura e delle funzionalità dell’apparato locomotore. Il medico potrebbe ritenere opportuno concentrarsi su aspetti come la postura, la forza muscolare, l’ampiezza dei movimenti, la presenza di gonfiori e i riflessi.
    La visita può concludersi con una diagnosi o con la prescrizione di accertamenti diagnostici come radiografie, Tac, risonanze magnetiche, ma anche esami del sangue, delle urine o del liquido articolare.

    Sono previste norme di preparazione?
    La visita ortopedica non prevede una preparazione specifica. Il paziente è però invitato a portare con sé eventuali referti di analisi, ad esempio radiografie, che potrebbero essere utili alla valutazione della situazione.

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  • Osteopatia

     Dott. ssa Tortorolo Chiara.
    Nata a Genova l’11 aprile del 1990, ho conseguito il Diploma in Medicina Osteopatica D.O. presso l’Istituto Europeo per la Medicina Osteopatica (IEMO) di Genova a seguito del corso di studi della durata di cinque anni a tempo pieno ricevendo il Diploma della stessa scuola e del Centro Europeo Per L’insegnamento Superiore In Osteopatia (CEESO) di Parigi con cui ha il paternariato. Il diploma CEESO ha certificazione Europea (CEC) e certificazione Nazionale (CNCP)
    Ho partecipato al corso in Osteopatia Pediatrica primo livello presso la scuola Metaosteopatia di Roma.

    osteopatia L’osteopatia è un sistema di diagnosi e trattamento che pur basandosi sulle scienze fondamentali e le conoscenze mediche tradizionali (anatomia, fisiologia, ect..) non prevede l’uso di farmaci né il ricorso alla chirurgia, ma attraverso manipolazioni e manovre specifiche si dimostra efficace per la prevenzione, valutazione ed il trattamento di disturbi che interessano non solo l’apparato neuro-muscolo-scheletrico, ma anche cranio-sacrale (legame tra il cranio, la colonna vertebrale e l’osso sacro) e viscerale (azioni sulla mobilità degli organi viscerali).
    Inoltre a differenza della medicina tradizionale allopatica, che concentra i propri sforzi sulla ricerca ed eliminazione del sintomo, l’osteopatia considera il sintomo un campanello di allarme e mira all’individuazione della causa alla base della comparsa del sintomo stesso.

    I principi dell’osteopatia
    Unità del corpo
    Come metodologia olistica (dal greco olos=tutto) l’osteopatia considera l’individuo nella sua globalità: ogni parte costituente la persona (psiche inclusa) è dipendente dalle altre e il corretto funzionamento di ognuna assicura quello dell’intera struttura, dunque, l’equilibrio psicofisico e il benessere.

    Relazione tra struttura e funzione
    Un corretto equilibrio tra struttura e funzione regala al nostro corpo una sensazione di benessere. Qualora tale equilibrio venga alterato (a causa di un trauma per esempio) si parla di disfunzione osteopatica, ossia di una restrizione di mobilità e perdita di movimento in una parte del nostro corpo (ossa, muscoli, organi, etc..).

    Autoguarigione
    In osteopatia non è il terapeuta che guarisce, ma il suo ruolo è quello favorire la capacità innata del corpo ad auto curarsi.

    Le tecniche osteopatiche
    Il trattamento osteopatico può avvalersi di numerosi metodi e tecniche di trattamento. Gli osteopati le utilizzano indifferentemente in funzione delle necessità terapeutiche.

    Una classificazione possibile è quella che fa riferimento a queste tre grandi famiglie:

    Tecniche strutturali
    La tecniche strutturali sono definite tali poiché ristabiliscono la mobilità della struttura ossea.
    La specificità e la rapidità delle manipolazione consente il recupero della mobilità articolare.
    Hanno una forte influenza neurologica, oltre che puramente meccanica, in quanto favoriscono l’emissione di corretti impulsi dalle e alle terminazioni della parte trattata.

    Tecniche cranio-sacrali
    Le tecniche craniali agiscono sul movimento di congruenza fra le ossa del cranio e il sacro, ristabilendone il normale “meccanismo respiratorio primario”, ossia quella combinazione di parti ossee, legamentose, muscolari, e fasciali che consentono il riequilibrio e l’armonia delle funzioni craniosacrali.
    Con queste tecniche si agisce in particolare sulla vitalità dell’organismo, qualità fondamentale che permette agli esseri viventi di reagire con efficacia agli eventi di disturbo provenienti dall’ambiente esterno e da quello interno.

    Le tecniche viscerali
    I visceri si muovono in modo specifico sotto l’influenza della pressione diaframmatica. Questa dinamica viscerale può essere modificata (restrizione di mobilità) o scomparire. Applicando una tecnica specifica, l’osteopatia permette all’organo di trovare la sua fisiologia naturale ed i disordini legati alla restrizione di mobilità saranno così corretti. Inoltre esiste da un punto di vista anatomico e funzionale una relazione tra i visceri e la struttura muscolo-scheletrica; una cattiva funzione della struttura (colonna vertebrale), può influenzare uno o più visceri e viceversa. Si possono trovare, in persone che soffrono di mal di schiena, problemi di mobilità del fegato, del colon, del rene o dell’utero. Il trattamento osteopatico mira, attraverso l’addome ed il diaframma, a ristabilire una buona mobilità viscerale.

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  • Otorinolaringoiatria

    taborelli Dott. Taborelli Giuseppe. Nato a Camogli (Genova, Italia). Vive a Genova. Si e’ laureato in Medicina e Chirurgia all’Universita’ di Genova. Ha conseguito le specializzazioni in Otorinolaringoiatria, Odontoiatria e Protesi Dentaria, Anestesia e Rianimazione. Ha lavorato presso la Clinica Otorinolaringoiatrica delI’Universita’ di Genova come Assistente poi come Aiuto quindi come Professore Associato di Foniatria. E’ diventato Primario della Divisione Otorinolaringoiatrica dell’istituto Giannina Gaslini di Genova. Ha eseguito migliaia di interventi chirurgici della sua Specialita’. La sua produzione scientifica consta di 160 lavori scientifici di cui molti in lingua inglese, capitoli di Iibri, relazioni a congressi e quant’altro Ha frequentato decine di corsi di aggiornamento nazionali ed internazionali Gli sono stati richiesti e pubblicati molti articoli su giornali e riviste nazionali. Ha rilasciato interviste alla radio e alla televisione. Da pensionato, mantiene l’incarico universitario di Professore a Contratto di Otorinolaringoiatria Pediatrica nel Corso di Laurea in Logopedia presso la Facolta’ di Medicina e Chirurgia delI’Universita’ di Genova e la nomina a Editorial Board della rivista International Journal of Pediatric Otorhinolaryngology.

    otorino La visita otorinolaringoiatrica è l’esame medico che ha l’obiettivo di individuare eventuali patologie a carico di orecchie, naso e gola e alle altre strutture appartenenti al distretto testa-collo.

    A che cosa serve la visita otorinolaringoiatrica
    La visita eseguita dal medico otorinolaringoiatra analizza lo stato di salute di questi complessi organi che, pur ben distinti l’uno dall’altro, sono spesso funzionalmente correlati e possono presentare patologie associate, come infiammazioni, infezioni e tumori.

    Come si svolge la visita otorinolaringoiatrica
    La visita otorinolaringoiatrica è una valutazione medica specialistica non dolorosa.

    In una prima parte il medico otorino procede con un’indagine sullo stato di salute del paziente (valutazione anamnestica), sulla presenza di sintomi legati agli organi di competenza, sulle eventuali cure in atto, sui farmaci assunti e sulle eventuali patologie note al paziente.

    La seconda parte consiste nella visita vera e propria con tutti quegli esami che possono permettere di individuare le cause dei sintomi raccontati dal paziente.

    In particolare, a discrezione del medico e a seconda della necessità del paziente, potrebbero essere eseguiti i seguenti esami aggiuntivi:
    • un’accurata ispezione del cavo orale e dell’orofaringe. L’ipofaringe e la laringe vengono valutate accuratamente mediante l’utilizzo di fibre ottiche rigide o flessibili la “laringoscopia”, che permette di visualizzare su un monitor la situazione anatomico clinico funzionale evidenziando eventuali anomalie e lesioni;
    • otoscopia, mediante di uno strumento denominato otoscopio, che permette di valutare, all’interno dell’orecchio, la membrana timpanica e il condotto uditivo esterno;
    • una rinoscopia, esame che viene eseguito con un sottile endoscopio a fibre ottiche e che permette di esplorare l’interno del naso le porte di comunicazione con le cavità paranasali il Rinofaringe e l’apertura delle tube di Eustachio;
    • una palpazione del collo per escludere la presenza di tumefazioni sospette;

    Non si effettua visita audiometrica e vestibolare.

    Durata della visita otorinolaringoiatrica
    La visita otorinolaringoiatrica ha una durata in media di circa 20/25 minuti.

    Norme di preparazione della prima visita otorinolaringoiatrica
    Non sono previste preparazioni specifiche per l’esecuzione della visita otorinolaringoiatrica.

    Controindicazioni della visita otorinolaringoiatrica
    La visita otorinolaringoiatra non ha controindicazioni.

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  • Podologia

    Dott.ssa Oliva Maria Anna.

    Laureata in podologia, ha effettuato tirocinio presso Ospedale S.Martino di Genova reparti di Podologia, Reumatologia, Diabetologia, Dermatologia, Fisiatria e Geriatria, quindi presso Officina di Ortopedia Di Bertuzzo & C. con mansioni di realizzazione ortesi plantari ed assistenza podologica.

    podologia La visita specialistica di podologia ha l’obiettivo di studiare e trattare le patologie del piede.

    A cosa serve la visita podologica?
    La visita podologica è finalizzata a favorire la deambulazione, prevenire complicanze locali per i pazienti affetti da malattia diabetica, neurologica, vascolare, reumatologica, ecc. e curare alterazioni strutturali e funzionali del piede.

    Il Podologo, oltre ad intervenire direttamente sul piede del paziente, può contribuire a curarne condizioni patologiche attraverso specifici plantari, intervenendo indirettamente anche su problematiche posturali.

    Controlli preventivi del piede del bambino permettono di riconoscere ed intervenire sulle patologie prima che diventino gravi.

    Di grande rilevanza sociale e di forte impatto clinico è il piede diabetico. Il podologo ha un ruolo fondamentale nel team multidisciplinare dedicato alla cura e prevenzione del piede diabetico.

    Condizioni patologiche più frequenti per cui rivolgersi all’ambulatorio di Podologia
    Alterazioni strutturali:
    – deformità delle dita (alluce valgo, dita a griffe)
    – difetti dell’appoggio del piede
    – difetti del cammino e della postura.

    Patologie dermatologiche:
    – ipercheratosi (callosità)
    – verruche
    – lesioni ulcerose
    – micosi.

    Patologie delle unghie:
    – onicocriptosi (unghia incarnita)
    – unghie deboli, ispessite o di forma non corretta
    – unghie affette da micosi.

    Altre condizioni patologiche:
    – fascite plantare
    – tallonite
    – spina calcaneare
    – neuroma di Morton
    – infiammazioni tendinee
    – altre condizioni causanti dolore al piede
    – piede diabetico (prevenzione e cura delle ulcere).

    Come si svolge una visita podologica?
    La visita podologica inizia con l’anamnesi, ovvero una raccolta di informazioni riguardanti la storia clinica dell’assistito, al fine di ricavare elementi utili alla visita stessa.

    Dalle informazioni ottenute il podologo procederà, previo accurato esame obiettivo, al trattamento, o qualora necessario, alla visita biomeccanica e/o posturale.

    Il trattamento podologico consiste in un intervento diretto sul piede del soggetto, al fine di rimuovere la cause del disagio (callosità, patologie ungueali, ecc.), mentre la visita biomeccanica e/o posturale consiste inizialmente nella valutazione degli arti inferiori sul lettino e successivamente all’ analisi del passo.

    Durata della visita podologica
    La visita podologica può durare dai 30 minuti circa di un trattamento, ai 45-60 minuti di una visita posturale e/o biomeccanica.

    Norme di preparazione alla visita podologica
    Per effettuare la visita podologica non sono necessarie norme di preparazione. È consigliato portare con sé documentazione medica precedente che possa dare ulteriori informazioni allo specialista.

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  • Psichiatria

       Dott.ssa Maria Fausta Cuneo. Laureata in medicina presso l’Università di Genova ha conseguito presso la stessa Università la specializzazione in Psichiatria. Svolge attività come psichiatra e come psicoterapeuta con iscrizione dal 1991 all’Albo degli psicoterapeuti.
    Già Assistente Ospedaliero assegnata alla Clinica Psichiatrica Universitaria ha ricoperto il ruolo di Aiuto Psichiatra  dall’ottobre 1988:  per un anno come Capogruppo Responsabile di equipe nel Servizio di Salute Mentale della ASL 13 ed in seguito  in Clinica Psichiatrica.
    Ha conseguito l’idoneità primariale nel 1990.
    Membro Associato della Società Psicoanalista Italiana e International Psychoanalytical Association (IPA) dal 1999.
    Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e International Psychoanalytical Association (IPA) dal 2005.
    Consulente Psichiatra dell’Istituto Paverano del PCDO dal 1983 al 2010, incarico ripreso nel 2016.
    Responsabile Sanitario Istituto dell’Opera Don Orione Famiglia Moresco di Bogliasco dal 2004.
    Incarico presso il Centro Boggiano Pico con compiti di consulenza clinica e di supervisione per il personale dell’equipe dal 2015.
    Dall’Anno Accademico 2011-2012  a tutt’oggi ha condotto Laboratori per gli studenti della Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Laurea Specialistica in Psicologia dell’Università degli Studi di Genova.
    Attualmente ricopre il ruolo di Segretario Scientifico del Centro Psicoanalitico di Genova.

    psichiatria La psichiatria è un ramo della medicina poco conosciuto. Capita spesso che alcuni concetti della psichiatria vengano fraintesi o siano spiegati in modo scorretto, il che fa sì che ci siano delle leggende popolari che spaventano e che non aiutano le persone a farsi curare.

    DOMANDE FREQUENTI 

    Chi è lo psichiatra?
    Lo psichiatra è un medico, e perciò laureato in medicina e chirurgia, che ha poi conseguito la specializzazione in psichiatria. Questo fa sì che lo psichiatra abbia una preparazione dettagliata sugli aspetti biologici delle patologie psichiche e che, in quanto laureato in medicina, possa somministrare farmaci. Il suo intervento è solitamente focalizzato sul trattamento farmacologico, senza tuttavia dimenticare l’importanza del rapporto medico-paziente e degli aspetti psicologici che rientrano nei disturbi mentali.

    Cosa fa lo psichiatra?
    Lo psichiatra si occupa della cura delle patologie psichiatriche, come ad esempio la depressione, i disturbi d’ansia, i disturbi di personalità, i disturbi alimentari, ecc.. Generalmente viene effettuata una prima visita durante la quale si effettua una raccolta della storia clinica e, se necessario, viene impostata una terapia farmacologica adeguata. Successivamente vengono effettuati dei colloqui clinici di controllo, la cui cadenza è generalmente mensile, anche se varia a seconda delle necessità cliniche e di monitoraggio della farmacoterapia.

    Che pazienti cura lo psichiatra?
    Lo psichiatra cura pazienti che soffrono di ansia, attacchi di panico, depressione, disturbi alimentari, disturbi psicotici o disturbi della personalità, valutando gli aspetti psicologici e biologici sottostanti e utilizzando, quando necessario, la terapia psicofarmacologica.

    Che domande fa lo psichiatra?
    Durante la prima visita generalmente lo psichiatra chiede di descrivere il disagio che ha portato la persona a cercare un aiuto. Successivamente si può cercare di capire quando, come e se c’è qualcosa che può avere causato la sofferenza. Molto spesso ci si sofferma anche sulle eventuali terapie farmacologiche già assunte, su malattie fisiche o presenza di disturbi analoghi a quelli lamentati a carico dei famigliari. Queste domande sono abbastanza standard e vengono proposte molto frequentemente dagli specialisti del disagio psichico, psicologo, psichiatria o psicoterapeuta che sia. Le domande successive dipendono molto da caso a caso e da specialista a specialista.

    Quanto dura una visita psichiatrica o un colloquio?
    I tempi delle visite dipendono da professionista a professionista. Personalmente credo che ci voglia tempo per effettuare un colloquio psichiatrico informativo e soddisfacente, perché la persona ha bisogno di tempo per aprirsi e confidarsi rispetto ai propri problemi psicologici e psichiatrici. Per questo la mia prima visita dura un’ora circa e le successive almeno trenta minuti. Vi rimando a questa pagina http://lietti-psichiatra-milano.com/servizi/ per avere più informazioni sui servizi.

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  • Psicologia

    Maddalena Dott.ssa Maddalena Senesi. Ha operato come psicologa e psicoterapeuta presso Centro Giovani della ASL 3. Servizio rivolto a minori e giovani adulti dai 14 ai 21 anni.
    Incontri informativi e formativi negli istituti superiori e licei della città di Genova e provincia.
    Dal 2003 Professione privata come psicoterapeuta.
    Dal 2004 psicologa del centro diurno per anziani Von Pauer del PCDO con compiti di formazione, supervisione e colloqui di sostegno rivolti al personale del Centro. Gestione dei gruppi di sostegno per familiari degli utenti del Diurno.
    Dal 2012 responsabile coordinatore del centro diurno per anziani Von Pauer con compiti di coordinamento del personale.
    Competenze:
    Età evolutiva.
    Colloqui e sostegno psicologico a favore di adolescenti e giovani adulti, colloqui e sostegno psicologico rivolto ai familiari degli adolescenti presi in carico in psicoterapia.
    – Psicopatologia (disturbi dell’umore, disturbo ossessivo-compulsivo…), disturbo dell’adattamento con particolare attenzione a momenti critici della vita (lutti, separazione e conflitto familiare…), prevenzione comportamenti a rischio e drop-out scolastico, DCA (disturbi del comportamento alimentare). Interventi di parent-training.
    – Somministrazione test diagnostici.
    – Colloqui di valutazione e sostegno coppia madre-bambino
    – Interventi di parent-training.
    Età adulta:
    – Psicopatologia, presa in carico di particolari momenti critici del mondo femminile (depressione post-partum, menopausa).
    – Sostegno alla coppia in caso di separazione e gestione dei figli minori.

    lemut2 Dott.ssa Maria Chiara Lemut. Ha studiato psicologia a Firenze e si è laureata con 110 e lode con una tesi sperimentale sui processi cognitivi nel sonno REM e nel sonno ad onde lente. Contemporaneamente si è diplomata in Composizione presso il conservatorio di Genova. Unendo queste due competenze si è formata al corso di Musicoterapia della Pro Civitate Christiana di Assisi. Successivamente si è specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale presso l’Istituto Miller di Genova ed ha frequentato il master in Schema Therapy dell’Istituto di Scienze Cognitive.
    Ha maturato esperienze lavorative nell’ambito della psicologia dell’handicap e della riabilitazione collaborando come musicoterapeuta presso il Centro di Riabilitazione G.Ferrero di Alba, nell’ambito della neuropsicologia e della psicologia dell’invecchiamento lavorando presso diverse case di riposo, centri diurni, collaborando col Gruppo Geriatrico Genovese e facendo parte del progetto q-ageing; nell’ambito della psicoterapia si occupa da diversi anni di disturbi dell’alimentazione, disturbi di personalità, ansia e depressione; collabora a diversi progetti multidisciplinari con diverse specialità mediche.

    renzi Dott.ssa Erica Renzi. Sono iscritta all’Albo A degli Psicologi della Liguria (n.2638)
    Il primo semestre di tirocinio professionalizzante l’ho svolto in un Consultorio Familiare dell’ASL3 Genovese e mi sono occupata di sostegno alla genitorialità e corsi di accompagnamento alla nascita.
    Il secondo semestre di tirocinio professionalizzante l’ho svolto nella Clinica Psichiatrica dell’Ospedale San Martino di Genova nel quale ho fatto pratica dell’utilizzo di batterie neuropsicologiche usate come screening per l’Alzheimer e altri disturbi.
    In entrambe l’esperienze di tirocinio ho utilizzo diversi test sia cognitivi, come quelli intellettivi, sia proiettivi, come quelli di personalità. Nel primo caso ho usato test specifici per l’età evolutiva, nel secondo caso ho usato test per l’età adulta.
    Ho lavorato come tutor per l’Università degli Studi di Genova affiancando i docenti durante le lezioni.
    Dal 2012 collaboro con il Festival della Scienza promuovendo le discipline psicologiche in maniera scientifica.
    Dal 2008 seguo bambini e ragazzi (dai 6 ai 15 anni) occupandomi dell’insegnamento di un proprio metodo di studio. Mi sono occupata anche di ragazzi con DSA e DDA/I.
    Ho svolto diverse esperienze di volontariato soprattutto in ospedale per AVO (Associazione Volontari Ospedalieri) e AMRI (Associazione Malattie Reumatiche Infantili). Ho collaborato con ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici).

    Dott.ssa Caligaris Paola.

    psicologia La psicologia è la scienza che studia il comportamento umano e che cerca di comprendere ed interpretare i processi mentali, affettivi e relazionali che lo determinano con lo scopo di promuovere il miglioramento della qualità della vita.

    Tra gli oggetti di studio e di approfondimento della psicologia si possono citare la memoria, l’intelligenza, l’apprendimento, la comunicazione, le emozioni, l’affettività, la motivazione, la frustrazione, l’aggressività, il conflitto; ed ancora la personalità, le relazioni, le forme organizzative ed i gruppi.

    La psicologia è un campo di studio che fonda i sui risultati sulla ricerca scientifica.

    Le competenze e gli strumenti offerti dalla psicologia trovano applicazione in tutti i contesti della vita quotidiana nei quali ci si occupa del benessere psicologico dell’individuo, del gruppo, della comunità quali:
    fasi del ciclo di vita (infanzia, adolescenza, genitorialità, terza età)
    prevenzione e benessere (salute, stili di vita, dipendenze, etc.)
    sviluppo ed educazione (scuola, apprendimento, processi di formazione, etc.)
    lavoro ed organizzazione (selezione, valutazione, analisi organizzativa, interventi sui gruppi, etc.), e in numerosi altri ambiti come sport, giustizia, emergenze, turismo e traffico .

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  • Psicoterapia

    ambulatori von pauerDott.ssa Federica Botta. Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1997, nel Novembre 2001 ha conseguito il Diploma di Specializzazione in Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva.
    Dal Dicembre 2001 vincitrice di una Dottorato triennale di Ricerca in Medicina Interna, presso l’Università degli Studi di Genova ha conseguito il Diploma di Dottore di Ricerca in Medicina Interna nell’Aprile 2004.
    Nell’anno accademico 2007/2008 si è iscritta al corso di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche, sostenendo i seguenti esami: Fondamenti di Psicologia, Fondamenti di psicometria, Psicologia dello sviluppo, Psicobiologia, Psicologia clinica, Teoria e tecnica dei test, Sociologia generale, Psicologia della disabilità, Psicologia di comunità.
    Nell’anno accademico 2011/2012 si è iscritta alla Scuola di Specializzazione quadriennale di Psicoterapia cognitivo-comportamentale presso l’Istituto Miller di Genova, conseguendo il titolo di Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale nel Marzo 2016.
    Dal Novembre 2001 è Dirigente Medico di 1° livello presso l’Istituto Paverano dell’Opera Don Orione di Genova, del Piccolo Cottolengo di Don Orione (PCDO). Dal 2001 al 2004 ha lavorato come Responsabile Medico in reparti di lungodegenza anziani, in particolare affetti da demenza. Dal Gennaio 2005 sino al Dicembre 2007 ha lavorato come Responsabile Medico presso la R.S.A. di 1° livello S.Carlo per post-acuti.
    Dal Gennaio 2005 al Luglio 2008 si è occupata più specificatamente delle ospiti disabili dell’Istituto, nel ruolo di responsabile medico di reparti con utenza residenziale, affetta da disabilità intellettiva lieve, media, grave e profondo e in condizioni plurihandicap.
    Dopo aver collaborato allo sviluppo del progetto nell’anno 2007, dall’Ottobre 2008 è il Responsabile Medico di Presidio del centro di riabilitazione Boggiano Pico, presso il PCDO.
    Dall’anno 2014 è Coordinatore del Centro Diurno Boggiano Pico.
    Svolge attività libero professionale in qualità di Medico Psicoterapeuta presso il poliambulatorio Von Pauer e presso lo Schema Therapy Center di Genova. In tale ambito, si occupa prevalentemente della presa in carico di persone adulte con problematiche di ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi di personalità; utilizza tecniche cognitivo-comportamentali prevalentemente di III generazione, in particolare nell’ambito della Schema Therapy.
    La dott.ssa Botta è autrice di numerose pubblicazioni ed ha partecipato, anche con funzioni di relatrice, a numerosi congressi e convegni scientifici.

     

    Dott.ssa Maria Fausta Cuneo. Laureata in medicina presso l’Università di Genova ha conseguito presso la stessa Università la specializzazione in Psichiatria. Svolge attività come psichiatra e come psicoterapeuta con iscrizione dal 1991 all’Albo degli psicoterapeuti.
    Già Assistente Ospedaliero assegnata alla Clinica Psichiatrica Universitaria ha ricoperto il ruolo di Aiuto Psichiatra  dall’ottobre 1988:  per un anno come Capogruppo Responsabile di equipe nel Servizio di Salute Mentale della ASL 13 ed in seguito  in Clinica Psichiatrica.
    Ha conseguito l’idoneità primariale nel 1990.
    Membro Associato della Società Psicoanalista Italiana e International Psychoanalytical Association (IPA) dal 1999.
    Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e International Psychoanalytical Association (IPA) dal 2005.
    Consulente Psichiatra dell’Istituto Paverano del PCDO dal 1983 al 2010, incarico ripreso nel 2016.
    Responsabile Sanitario Istituto dell’Opera Don Orione Famiglia Moresco di Bogliasco dal 2004.
    Incarico presso il Centro Boggiano Pico con compiti di consulenza clinica e di supervisione per il personale dell’equipe dal 2015.
    Dall’Anno Accademico 2011-2012  a tutt’oggi ha condotto Laboratori per gli studenti della Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Laurea Specialistica in Psicologia dell’Università degli Studi di Genova.
    Attualmente ricopre il ruolo di Segretario Scientifico del Centro Psicoanalitico di Genova.

       Dott.ssa Maddalena Senesi. Ha operato come psicologa e psicoterapeuta presso Centro Giovani della ASL 3. Servizio rivolto a minori e giovani adulti dai 14 ai 21 anni.
    Incontri informativi e formativi negli istituti superiori e licei della città di Genova e provincia.
    Dal 2003 Professione privata come psicoterapeuta.
    Dal 2004 psicologa del centro diurno per anziani Von Pauer del PCDO con compiti di formazione, supervisione e colloqui di sostegno rivolti al personale del Centro. Gestione dei gruppi di sostegno per familiari degli utenti del Diurno.
    Dal 2012 responsabile coordinatore del centro diurno per anziani Von Pauer con compiti di coordinamento del personale.
    Competenze:
    – Età evolutiva.
    Colloqui e sostegno psicologico a favore di adolescenti e giovani adulti, colloqui e sostegno psicologico rivolto ai familiari degli adolescenti presi in carico in psicoterapia.
    – Psicopatologia (disturbi dell’umore, disturbo ossessivo-compulsivo…), disturbo dell’adattamento con particolare attenzione a momenti critici della vita (lutti, separazione e conflitto familiare…), prevenzione comportamenti a rischio e drop-out scolastico, DCA (disturbi del comportamento alimentare). Interventi di parent-training.
    – Somministrazione test diagnostici.
    – Colloqui di valutazione e sostegno coppia madre-bambino
    – Interventi di parent-training.
    Età adulta:
    – Psicopatologia, presa in carico di particolari momenti critici del mondo femminile (depressione post-partum, menopausa).
    – Sostegno alla coppia in caso di separazione e gestione dei figli minori.

       Dott.ssa Maria Chiara Lemut. Ha studiato psicologia a Firenze e si è laureata con 110 e lode con una tesi sperimentale sui processi cognitivi nel sonno REM e nel sonno ad onde lente. Contemporaneamente si è diplomata in Composizione presso il conservatorio di Genova. Unendo queste due competenze si è formata al corso di Musicoterapia della Pro Civitate Christiana di Assisi. Successivamente si è specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale presso l’Istituto Miller di Genova ed ha frequentato il master in Schema Therapy dell’Istituto di Scienze Cognitive.
    Ha maturato esperienze lavorative nell’ambito della psicologia dell’handicap e della riabilitazione collaborando come musicoterapeuta presso il Centro di Riabilitazione G.Ferrero di Alba, nell’ambito della neuropsicologia e della psicologia dell’invecchiamento lavorando presso diverse case di riposo, centri diurni, collaborando col Gruppo Geriatrico Genovese e facendo parte del progetto q-ageing; nell’ambito della psicoterapia si occupa da diversi anni di disturbi dell’alimentazione, disturbi di personalità, ansia e depressione; collabora a diversi progetti multidisciplinari con diverse specialità mediche.

    psicoterapia La psicoterapia è un intervento che viene richiesto quando una persona si trova in un momento di crisi e di sofferenza, non riesce a capire quale sia la causa di questo stato o come trovare sollievo e ristabilire un equilibrio nella propria vita. Essere in crisi può voler dire tante cose: tristezza, ansia, angoscia, rapporti conflittuali con il partner, con la famiglia o con la cerchia di amici, problemi col cibo, con le droghe, con tutti i tipi di comportamenti nocivi di cui non riusciamo a fare a meno, l’impossibilità di raggiungere un obiettivo o di ottenere la percezione di essere efficaci e competenti. Il problema per cui si richiede una psicoterapia può manifestarsi secondo diversi gradi di gravità: può andare da una sensazione soggettiva di malessere ad una vera e propria compromissione delle attività della vita quotidiana. Gli esempi possono essere infiniti, quello che sta alla base della richiesta di psicoterapia è il vissuto di sofferenza e il desiderio di cambiare qualcosa.
    La salute mentale viene definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come “uno stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell’ambiente, adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni.” (…) “In Italia, studi recenti condotti sia a livello nazionale che locale, hanno mostrato che la prevalenza annuale dei disturbi mentali nella popolazione generale è dell’8% circa ed un recente sondaggio, condotto su un campione di psichiatri italiani, ha riscontrato un aumento rispetto a dieci anni fa della frequenza con cui vari disturbi mentali giungono all’osservazione clinica. Anche in Italia, come in altri Paesi industrializzali, i disturbi mentali costituiscono una delle maggiori fonti di carico assistenziale e di costi per il Servizio Sanitario Nazionale; si presentano in tutte le classi d’età, sono associati a difficoltà nelle attività quotidiane, nel lavoro, nei rapporti interpersonali e familiari e alimentano spesso forme di indifferenza, di emarginazione e di esclusione sociale.” (http://www.salute.gov.it)
    La psicoterapia è uno strumento ampiamente riconosciuto e utile per dare sollievo ai problemi psicologici e relazionali che ogni persona può incontrare nel corso della propria esistenza e che possono interferire anche pesantemente con la qualità della vita. Ha inoltre una specifica indicazione nei casi di intensa conflittualità familiare e coniugale e nelle situazioni di intenso stress sociale qualunque possa esserne l’origine.
    La psicoterapia consiste nell’incontro con un professionista che, conoscendo il funzionamento della mente umana, delle relazioni fra le persone e nei gruppi e le manifestazioni psicopatologiche, si pone in una condizione di ascolto, di apertura nei confronti del paziente, per conoscerlo e per guardare insieme a lui la sua vita, fornendogli una visuale aggiuntiva di essa. La relazione che si crea tra queste due persone è autentica e spontanea e si pone come l’elemento centrale per comprendere ciò che avviene fra il paziente e gli altri significativi nella sua vita. Qualunque sia il modello di intervento (psicodinamico, cognitivo-comportamentale, strategico, sistemico-familiare) il fulcro del processo terapeutico è che il paziente arrivi ad ottenere una diminuzione di eventuali sintomi psicopatologici, una nuova immagine di sé, a comprendere i sentimenti verso sé stesso e gli altri e ottenere una trasformazione che migliori la sua tolleranza agli eventi della vita e la capacità di trarre piacere da essa.
    L’intervento psicoterapeutico non ha una durata prestabilita: questa varia secondo le persone, il tipo di problema e i personali ritmi di maturazione e trasformazione. Gli incontri possono avere cadenza settimanale (la maggior parte delle volte), bisettimanale o quindicinale. La psicoterapia può svolgersi con sedute individuali, di coppia, familiari o di gruppo, secondo le richieste, la tipologia di problema che emerge o le necessità strategiche di intervento. Oltre ai colloqui clinici, nel caso in cui siano presenti sintomi di elevata gravità (ansia acuta, depressione, deliri, allucinazioni, eccessiva elevazione dell’umore) può essere necessario l’ausilio di una terapia farmacologica, adeguatamente prescritta da uno psichiatra. La terapia farmacologia non si sostituisce al lavoro psicoterapeutico, ma lo affianca per permettere al paziente di portare avanti le normali attività della vita quotidiana e di usufruire di tutte le sue risorse per affrontare il momento critico.

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  • Scienza dell'alimentazione e dietetica

     Dott.ssa Simona Inferrera. Laurea specialistica a ciclo unico in Medicina e Chirurgia conseguita presso l’Università degli studi di Genova.
    Specializzata in Scienza dell’Alimentazione conseguita ai sensi del D.Lgs. 368 del 17/08/1999 della durata legale di anni cinque, presso l’Università degli Studi di  Torino.
    Coautrice di numerose pubblicazioni su riviste italiane e internazionali, ha partecipato a “investigator’s meeting” in Spagna e Francia.
    Ha partecipato inoltre a studi clinici locali e protocolli di sperimentazione clinica internazionali.
    E’ socia di numerose società scientifiche quali SISA (società italiana Studio Aterosclerosi), SINU (società italiana nutrizione umana), SIAD (società italiana diabetologia), ANSISA (Associazione Nazionale Specialisti in Scienze dell’Alimentazione), SSNV (società scientifica di nutrizione vegetariana).

    Dott. Alberto Bodganovic. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1993.
    Nel 1998 ottiene il titolo di “Ozonoterapeuta” in seguito al Corso di Perfezionamento in “Ossigeno-Ozonoterapia” presso l’università degli Studi di Siena.
    Nel 2001 ottiene il titolo di “Medico Omeopatico” dopo frequenza triennale dello specifico corso, Nel 2001 diploma di “Nutrizionista Clinico” in seguito al superamento del Corso in “Nutrizione enterale e parenterale e preparazione sacche” presso il Policlinico Umberto I di Roma.
    Dal 2002 Responsabile ambulatorio nutrizionale dell’U.O. Dietetica e Nutrizione Clinica Ospedale San Martino di Genova per i pazienti provenienti dal Servizio di Psichiatria della ASL3. Vincitore dell’unico posto assegnato per la Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione e Dietetica per il quadriennio 2003-06. Nel periodo frequenza presso il Reparto di Clinica Pediatrica dell’istituto Giannina Gaslini di Genova ad indirizzo adolescentologico con attività di corsia, ambulatorio, Day Hospital ad indirizzo endocrinologico, genetistico, dietologico.
    Dal 2003 al 2006 Corso triennale di Omeotossicologia con conseguimento del diploma di “Omeotossicologo”.
    Durante il 2005 Frequenza presso l’U.O. di Dietetica e Nutrizione Clinica del San Martino di Genova in qualità di medico responsabile dell’ambulatorio di Dietologia, malattie gastroenterologiche, responsabile DH Nutrizione Clinica, nonché in qualità di consulente nutrizionista presso i reparti ospedalieri ed universitari.
    Nel 2005-2006 Frequenza presso l’Ambulatorio di malattie metaboliche ed Endocrinologiche del DiS.E.M. di Genova in qualità di medico responsabile dell’ambulatorio con attività di tutor degli studenti del 4° anno del Corso di laurea in medicina e Chirurgia e contemporanea frequenza presso l’Unità Operativa di Dietetica e Nutrizione Clinica in qualità di medico con espletamento di visite dietologiche per sovrappeso e obesità, DCA, Anoressia. Consulente presso i Reparti ospedalieri e universitari per la Nutrizione Artificiale.
    Nel 2006 conseguimento della specializzazione in Scienza dell’Alimentazione e Dietetica. Nello stesso anno Responsabile della Nutrizione Artificiale settore NED per la ASL 3.
    Nel 2007 Vincitore del concorso per un posto da medico responsabile delle visite mediche Domiciliari a pazienti in Nutrizione Entrale Domiciliare in ambito ASL 3.
    Dal 2015 Titolare Ambulatorio di Dietologia Ospedale Evangelico Internazionale di Genova.
    Nel corso degli anni il dott. Bogdanovic è stato autore di molte pubblicazioni e relatore ed organizzatore di numerosi convegni scientifici.

    dietetica La dietologia o dietetica, è la disciplina che si occupa di prescrivere un regime alimentare ben definito, in termini qualitativi e quantitativi, a scopo terapeutico, preventivo o sperimentale. Comprende e riunisce molte conoscenze diverse, che vanno dalle proprietà biologiche degli alimenti, alla fisiologia e fisiopatologia dell’organismo, alle norme igieniche e alle tecniche di preparazione dei cibi. La redazione di piani alimentari specifici per i bisogni della persona prende in considerazione diverse caratteristiche del soggetto, quali l’età, il sesso, la statura, il peso corporeo, lo stato di salute e l’attività fisica, ma anche elementi più generici di carattere ambientale, ecologico, economico e sociale. In linea di massima un programma dietetico mira a stabilire il più opportuno apporto calorico quotidiano, a fornire un’equilibrata proporzione dei diversi elementi semplici (proteine, glucidi, lipidi), a garantire il fabbisogno giornaliero di fibre, vitamine e minerali, e ad assicurare, quindi, lo stato di buona salute e il benessere fisico della persona.

    Un po’ di storia
    L’etimologia della parola comprende i termini “dieta” (dal greco diaita, ossia “vita, modo di vivere” ma anche “alimentare”) e “logia” (dal greco logos, discorso): questa disciplina vuole proporsi come guida nel trovare il proprio regime alimentare equilibrato e corretto. Col progredire delle conoscenze inerenti alla scienza dell’alimentazione, il termine “dietologia” è risultato sempre più generico, ed è nata perciò l’esigenza di una più articolata denominazione. Infatti, nei soggetti in ottima salute, le norme alimentari applicabili si richiamano alla generica fisiologia della nutrizione, mentre per i soggetti patologici o predisposti a determinate malattie ci si rifà rispettivamente ai principi della dietoterapia o dietetica clinica e della dietoprofilassi.

    I progressi della dietologia sono dovuti soprattutto alle nuove scoperte nel campo della chimica, della fisiologia, delle tecnologie alimentari, e della fisiopatologia e patologia della nutrizione. Hanno inoltre apportato un grandissimo contributo le recenti acquisizioni scientifiche sulle malattie del metabolismo, dell’apparato digerente e del sistema cardiocircolatorio. Da tali evidenze derivano favorevoli prospettive non solo nel campo terapeutico e preventivo, ma anche in quello fisiologico.

    Formazione professionale e patologie
    L’istituzionalizzazione dei servizi dietetici negli ospedali odierni ha fatto sì che si delineasse una nuova figura professionale, operante nel campo della dietistica ospedaliera: accanto al Medico specialista in Dietologia o in Scienze dell’Alimentazione (dietologo o nutrizionista clinico) è presente oggi la figura del dietista, laureato triennale, che in sede ospedaliera applica le direttive generali del dietologo, ne controlla l’osservanza da parte degli addetti alla preparazione dei cibi (rispetto delle razioni prescritte; controllo dei requisiti igienici e di appetibilità), prende atto degli effettivi consumi alimentari del paziente e della sua tolleranza nei confronti della dieta.

    La dietologia può inoltre avere un ruolo di primaria importanza in ambito patologico e a seconda dei casi, può essere lo strumento principale per ripristinare lo stato di salute, oppure un’efficace metodo per coadiuvare la terapia farmacologica. Molte condizioni morbose sono inoltre curabili con una dieta ad apporto giornaliero particolarmente elevato o limitato di uno o più componenti (come, per esempio, la dieta iposodica o la dieta iperpotassica), o con piani alimentari privi di determinate sostanze normalmente presenti nei cibi ma che risultano nocive per certi soggetti: è il caso del glutine per la celiachia e di particolari allergeni per i soggetti allergici. Nei compiti della dietetica rientrano anche le problematiche connesse alla nutrizione enterale (somministrazione di alimenti liquidi e semiliquidi mediante sonda gastrica o eccezionalmente attraverso brecce operatorie), e parenterale (somministrazione di soluzioni nutritive per via venosa).

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  • Urologia

    repetto Dott. Umberto Repetto nato a Genova 4 luglio 1954.

    Laureato in medicina e chirurgia università di Genova il 28 luglio 1978. Specializzato in Urologia università di Genova il 20 luglio 1981.
    Specializzato in chirugia pediatrica università di Ferrara 7 luglio 1987.
    Assistente ed aiuto presso la clinica urologica università di Genova ospedale San Martino dal 1980 al 1997.
    Primario presso la struttura complessa di Urologia ospedale civile di La Spezia dal 1997 al 2015.
    Ruolo di professore a contratto presso la clinica urologica dell università di Genova in nefrologia chirurgica e urologia pediatrica dal 1998 al 2008.

    urologia La visita urologica è una visita medica – non dolorosa e non invasiva – che viene effettuata dall’urologo, ovvero dal medico specialista nello studio e nella cura delle malattie dell’apparato urinario.

    A cosa serve la visita urologica?
    La visita urologica ha come obiettivo quello di diagnosticare, escludere o monitorare un disturbo di carattere urologico, tra cui: incontinenza, infezioni e calcolosi delle vie urinarie, disturbi legati alle funzioni sessuali, neoplasie, infezioni genitali maschili e femminili, prostatiti (nell’uomo).

    Come si svolge la visita urologica?
    Lo specialista urologo nella prima fase della visita provvederà a raccogliere il maggior numero di informazioni sulla storia clinica e sullo stile di vita del paziente (fase denominata “anamnesi”), facendo domande circa l’alimentazione abitualmente seguita, l’eventuale vizio del fumo, l’eventuale consumo di alcol, il livello di attività fisica e di sedentarietà, la presenza di eventuali patologie a carico, altri casi in famiglia di patologie urologiche, eventuale assunzione di farmaci e, infine, sulla vita sessuale.
    La seconda parte della visita presenta delle differenze in base al genere sessuale del paziente. Se il paziente è uomo, infatti, il medico procederà a un’attenta valutazione del basso addome e della zona genitale esterna. Nel corso di questa visita può anche essere effettuato il controllo della prostata mediante palpazione dal canale rettale per verificare lo stato di salute di questa ghiandola. In base alle rilevazioni effettuate nel corso della visita, lo specialista potrà richiedere l’esecuzione da parte del paziente di alcuni esami – come esami delle urine, uroflussimetria, ecografie dell’apparato urinario/genitale – per ulteriori accertamenti.
    Nel caso della donna la visita urologica è del tutto simile a una visita ginecologica. Dopo aver effettuato l’anamnesi della paziente, il medico urologo procederà alla valutazione dello stato di salute dell’apparato urinario, escludendo o individuando la presenza di prolassi della vescica e/o dell’utero (condizioni spesso associate a incontinenza). Frequentemente viene richiesta l’esecuzione di un’ecografia del basso addome, con o senza sonda transvaginale: meglio dunque presentarsi con la vescica piena.

    Sono previste norme di preparazione?
    Non sono previste norme di preparazione particolari. È bene inoltre che il paziente porti con sé eventuali esami effettuati su richiesta del proprio medico curante e tutta la documentazione medica eventualmente posseduta inerente il problema urologico.

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