La Fisiokinesiterapia (dal greco Φυσιο = naturale e θεραπεία = terapia) è una branca della medicina che si occupa della prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione dei pazienti affetti da patologie o disfunzioni congenite o acquisite in ambito neuromuscoloscheletrico e viscerale attraverso molteplici interventi terapeutici, quali: terapia fisica, terapia manuale/manipolativa, massoterapia, terapia posturale, chinesiterapia, terapia occupazionale e altre.
La fisiokinesiterapia è praticata dal dottore in fisioterapia (Fisioterapista), professionista laureato appartenente alla classe delle professioni sanitarie della riabilitazione. Il fisioterapista esercita le proprie competenze con titolarità e autonomia professionale, in ambito libero professionale oppure in contesto di equipe multidisciplinare insieme a medici specialisti e/o ad altre professioni sanitarie.
Il fisioterapista assiste il paziente nel recupero funzionale per quanto concerne le menomazioni e le disabilità motorie qualunque ne sia la causa. Applica quindi all’interno di un programma terapeutico e sotto la propria responsabilità nell’esecuzione delle stesse, le tecniche di base e speciali di esercizio terapeutico e di rieducazione funzionale, le metodiche massoterapiche, la fisioterapia strumentale. Il fisioterapista, quindi, in fase clinica di post-acuzie utilizza tecniche terapeutiche basate sull’esercizio fisico miranti al recupero di abilità perdute a causa di un evento morboso recente, applicando metodiche di base e tecniche speciali per il raggiungimento dello scopo. Questo include il benessere fisico, psicologico, emozionale e sociale. Ciò richiede l’interazione tra il fisioterapista, il paziente/cliente, l’equipe riabilitativa, le famiglie, i care-givers, case-managers, le comunità in un processo dove il movimento potenziale viene valorizzato e gli obiettivi condivisi attraverso la specifica conoscenza e competenza del fisioterapista.
Il fisioterapista utilizza l’anamnesi, l’esame fisico e quando necessario i risultati di esami di laboratorio (esame radiografico, ecografico, elettromiografico, ecc.) per effettuare la valutazione e stabilire un piano di trattamento in seguito alla diagnosi della patologia.

  • Visita Fisiatrica: approfondimento

    tognetti Professore di Biomeccanica Chinesiologia e Riabilitazione Generale
    Già Primario della Divisione di Riabilitazione dei Neurolesi e Motulesi di Novi Ligure.
    – Specialista in Fisiatria
    – Specialista in Neurofisiopatologia
    – Specialista in Ortopedia
    – Diplomato in Fisiochinesiterapia
    Esperto in Metodologie Riabilitative per il recupero del neuroleso ed il neuroleso e/o delle componenti motorie assenti (Vojta, Kabat, Bobath, Salvini-Perfetti ecc…)
    Esperto in Rieducazione analitica e posturale delle artropatie vertebrali e dei 4 arti.
    Esperto in Terapia Fisica analgesica, ionoforesica, stimolante, nelle chinesiologie applicate, sia con l’uso di metodologie massoterapiche manipolative, sia come riflessoterapia.

    La fisiatria è quella branca della medicina che si occupa della diagnosi, terapia e riabilitazione della disabilità conseguente a varie malattie invalidanti. Si tratta soprattutto di malattie che comportano una limitazione dell’attività e restrizione della partecipazione alla vita attiva, attraverso la riduzione della funzione motoria, cognitiva o emozionale.

    Quando è utile la fisiatria
    La visita fisiatrica viene effettuata da un medico specializzato in medicina fisica e riabilitativa. È utile per la stesura di un piano di recupero funzionale. Presso la nostra struttura sono state selezionate quattro aree riabilitative: riabilitazione degli arti, riabilitazione del rachide, riabilitazione neurologica, riabilitazione respiratoria.

    Servizi di fisiatria
    Visita fisiatrica
    Valutazione disabilità
    Valutazione neuropsicologica
    Manipolazioni vertebrali e fasciali
    Infiltrazioni
    Agopuntura
    Mesoterapia
    Stesura progetti riabilitativi

    Modalità di esecuzione della visita
    1) Si prenota la visita fisiatrica (effettuata dal Dott Tognetti) presso la reception del centro (Tel. 010.52.29.300)
    2) Nel caso in cui si possieda già una prescrizione medica fisioterapica, si possono prenotare direttamente le terapie prescritte presso la reception
    3) In entrambi i casi, dopo la prenotazione, inizieranno i trattamenti fisiochinesiterapici svolti dai fisioterapisti operanti nella struttura

    Il giorno della visita consigliamo di presentarsi allo sportello almeno con un quarto d’ora di anticipo per il disbrigo delle procedure amministrative di accettazione.

    La visita viene eseguita dallo specialista in fisiatria. È necessaria la prenotazione. Non è necessaria alcuna preparazione.

    Quando la farmacologia è insufficiente, interviene la Fisiatria.
    Come rieducazione Posturale s’intende la rieducazione vertebrale e la rieducazione respiratoria.
    Quando è anche insufficiente la Fisiatria, si programma la Chirurgia, seguita dalla Rieducazione post-chirurgica

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Elenco dei trattamenti

  • Elettroterapia (correnti antalgiche, ionoforesi, elettrostimolazioni)

    L’elettroterapia è quella pratica terapeutica che utilizza gli effetti biologici delle correnti elettriche, attuate sottoponendo una limitata parte del corpo (solo in qualche caso tutto l’organismo) al passaggio di correnti elettriche con caratteristiche note di intensità, tensione, e forma d’onda. La corrente continua, o galvanica, può essere usata per veicolare farmaci analgesici e antinfiammatori nella zona da trattare (ionoforesi). La corrente alternata, o eccitomotoria, viene impiegata nella terapia diadinamica e nella TENS.
    L’elettroterapia si distingue in antalgica (antidolorifica) e di stimolazione muscolare (elettrostimolazione). E’ importante ricordare che l’elettroterapia è controindicata ai pazienti portatori di pace-maker, alle donne in gravidanza, per la stimolazione peri-cardiaca, in presenza di lesioni cutanee (abrasioni, dermatiti, ferite) e nei casi di reazione allergica accertata alla corrente.
    Elettroterapia antalgica
    Di seguito sono riportate le correnti più frequentemente usate nell’elettroterapia antalgica.
    Correnti galvaniche. Correnti ottenute di solito con un raddrizzatore. A bassa intensità facilitano il riassorbimento degli edemi e hanno azione analgesica sul sistema nervoso; a intensità più elevata, determinano fenomeni di elettrolisi ai poli di applicazione utili tanto per causticare (emostasi, coagulazioni, ecc.) quanto per rimuovere aderenze o dilatare stenosi.
    Correnti diadinamiche. Correnti formate da onde con impulsi positivi unidirezionali ed emisinusoidali a bassa frequenza. Tali correnti provocano, tramite elettrodi superficiali, la contrazione dei muscoli o di alcune fibre muscolari; hanno scopo antalgico e decontratturante, tuttavia sono in grado di realizzare anche un effetto trofico ed eccitomotorio. Le correnti diadinamiche sono indicate per i casi di tendinite (al gomito, polso, spalle, ginocchio e caviglia), per i postumi dolorosi e traumi articolari, per artropatie acute e croniche e per algie muscolari.
    Correnti interferenziali. Correnti alternate di media frequenza che interagiscono nel punto in cui si incrociano. In linea generale le frequenze di 50-100 Hz hanno prevalentemente un effetto antalgico, mentre le frequenze inferiori a 50 Hz hanno un effetto eccitomotorio che diventa sempre più intenso al di sotto di 25 Hz. In concreto, lo stimolo elettrico permette una contrazione intermittente della muscolatura, assicurando uno stato di miglior rilassatezza. Tale effetto viene sfruttato anche negli edemi agli arti (caviglie gonfie, linfedemi, ecc.), ponendo il segmento corporeo in trattamento elevato rispetto al resto del corpo.
    Le correnti interferenziali sono in grado di penetrare in profondità senza avere un’intensità tale da eccitare le fibre nervose, non venendo raggiunta la soglia di sensibilità e pertanto risultano impercettibili dal paziente. L’insieme di queste caratteristiche rende tali correnti meglio tollerate rispetto ad altre. Tali correnti trovano impiego in traumatologia allo scopo di mantenere il trofismo muscolare e di ridurre l’osteoporosi ma sono indicate anche per il dolore cronico, il dolore cervicale e lombo-sacrale e per la periartrite scapolo-omerale.
    Correnti TENS. La parola T.E.N.S. deriva dalla sigla inglese “Transcutaneous Electrical Nerve Stimulator”, ossia “Elettrostimolazione nervosa transcutanea”. Si basa sull’applicazione, per mezzo di elettrodi i cui microimpulsi eccitano solo le fibre nervose della sensibilità tattile situate sotto la pelle. Praticamente gli elettrodi vengono posti a livello della zona dolorante e coprono la maggior estensione possibile di pelle al di sopra della zona interessata.
    L’elettroterapia TENS ha un effetto antalgico attraverso la stimolazione selettiva dei nervi periferici da parte di impulsi elettrici. E’ indicata in numerose patologie come nei dolori radicolari (rachialgie, sciatalgie e cruralgie), nelle nevralgie post-erpetiche, nell’artrite reumatoide, nell’artralgie e mialgie localizzate.
    Ionoforesi. Tecnica elettroterapica (detta anche “dielettrolisi medicamentosa”) utilizzata per favorire la penetrazione di farmaci nei tessuti. Essa sfrutta la forza elettromotrice repulsiva generata da una corrente continua a bassa intensità ¬prodotta con due elettrodi applicati sull’epidermide.
    La corrente elettrica favorisce la migrazione della sostanza da un polo all’altro, così che essa possa penetrare nei tessuti dove potrà essere assorbita. In questo modo è possibile modulare la quantità di farmaco assorbita. Vengono eliminate, inoltre, le eventuali interferenze dovute principalmente al metabolismo epatico del farmaco, il quale può anche avere una breve emivita poiché non deve entrare nel circolo sanguigno. Ciò consente di utilizzare il farmaco in concentrazioni più elevate e con elevata specificità locale, evitando inoltre i rischi e l’invasività dei metodi di somministrazione parenterale (iniezioni, endovena).
    Anche se la ionoforesi viene utilizzata soprattutto per terapie che prevedano la somministrazione locale di farmaci antinfiammatori, la corrente produce inoltre la polarizzazione delle terminazioni nervose, con un conseguente effetto antidolorifico.
    La ionoforesi è indicata nel trattamento di patologie che interessano strutture non profonde e prive di abbondante rivestimento di tessuto muscolare e adiposo. E’ particolarmente efficace come trattamento della sintomatologia dolorosa di artrosi, artrite, sciatica e strappi muscolari; viene spesso consigliata per trattare l’iperidrosi (eccesso di secrezione di sudore) di mani, piedi, ascelle e volto. Numerose risultano essere le affezioni trattabili con la ionoforesi perché, a seconda del farmaco utilizzato, questa tecnica può svolgere un’azione antalgica, antinfiammatoria, antiedemigena, miorilassante, ricalcificante e sclerotica.
    Elettrostimolazione muscolare
    Di seguito sono riportate le correnti più frequentemente usate nell’elettroterapia muscolare.
    Correnti faradiche. Così chiamate dal nome del fisico M. Faraday, sono correnti elettriche che si sviluppano per induzione in una bobina sottoposta periodicamente all’azione di un campo elettromagnetico la cui intensità passa bruscamente dallo zero a un massimo, e da questo allo zero.
    La corrente faradica viene usata nelle atrofie muscolari chirurgiche e riflesse, nelle atrofie muscolari consecutive a neuriti (purché non esista reazione degenerativa), in molte malattie dei muscoli lisci e in casi nei quali sia indicato esplicare un’intensa azione revulsiva cutanea.
    Le correnti faradiche sono controindicate nei pazienti affetti da morbo di Parkinson.
    Corrente di Kotz (KMC). La stimolazione muscolare secondo Kotz consiste nell’applicazione di corrente sinusoidale con frequenza di 2500 Hz modulata a «pacchetti» di 10 ms (ovvero 10 ms di attività e 10 ms di pausa). L’erogazione avviene con periodo di stimolazione di 10 sec e periodo di pausa di 50 sec. (ciò al fine di assicurare al muscolo un periodo sufficiente di decontrazione prima della successiva contrazione). L’impiego di tali correnti porterebbe ad un aumento consistente della massa muscolare ed a un aumento della forza spontanea sviluppata dal muscolo.
    I risultati sono rilevabili in tutti i distretti muscolari ma maggiormente evidenti in quelli a scarso reclutamento volontario (muscoli paravertebrali, muscoli dell’arco plantare, ecc.). La stimolazione secondo Kotz presenta degli obiettivi vantaggi anche nei confronti dell’esercizio fisico, e cioè migliore selettività dei fasci muscolari da potenziare, assenza di affaticamento nel paziente, maggiore e più prolungata contrazione del muscolo rispetto a normali contrazioni muscolari volontarie.
    Le corrente di Kotz sono indicate nell’ipotrofia muscolare da non uso (nella immobilizzazione per contenzione in gesso, nel recupero funzionale post-operatorio), nell’allenamento passivo, nella terapia correttiva delle scoliosi ad alto rischio evolutivo in età prepuberale, nella ipercifosi dorsale e nel piede piatto lasso.
    Corrente Ultra-Reiz. La Ultra-Reiz, chiamata anche ultra-corrente di stimolazione, è una corrente diretta interrotta a bassa frequenza (143 Hz) applicata tramite elettrodi di medie dimensioni dotati di una spessa spugna umida viscosa. Questi elettrodi sono posizionati vicino alla colonna vertebrale lungo il collo e la regione superiore della schiena. Gli elettrodi sono separati l’uno dall’altro ad una distanza di 3-4 cm.
    L’intensità della corrente viene gradualmente aumentata rimanendo sempre sotto la soglia del dolore. L’effetto dovrebbe essere solo quello di una leggera sensazione di formicolio. In questo modo viene trovata l’intensità di corrente ottimale per il paziente. Nei primi minuti, l’intensità della corrente viene aumentata lentamente per consentire ai pazienti di abituarsi alla sensazione. Questa corrente fornisce sollievo dal dolore, riduce lo spasmo muscolare e aumenta il flusso sanguigno. Alcuni studi indicano che pazienti afflitti da colpo di frusta e trattati con la corrente Ultra-Reiz abbiano ricevuto immediato sollievo dal dolore e ritrovata parziale mobilità dei muscoli del collo. Alcuni soggetti segnalano stanchezza dopo il trattamento.

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  • Ginnastica vertebrale di gruppo

    La ginnastica vertebrale è una disciplina sanitaria educativa, rieducativa e terapeutica che mira, attraverso una serie di esercizi semplici ed efficaci, a correggere ed alleviare i disturbi fisici di ogni età. E’ importante non solo per tutti coloro che presentano dolori e vari disturbi alla colonna vertebrale, spesso affetta da varie problematiche dovute anche ad un’errata postura assunta durante il corso della giornata, ma anche a scopo preventivo, al fine di prevenire quindi l’insorgenza di eventuali dolori e fastidi che possono divenire più frequenti con l’avanzare dell’età.

    A CHI SONO RIVOLTI GLI ESERCIZI POSTURALI?
    Gli esercizi sono rivolti a tutte quelle persone che desiderano migliorare la propria postura, che per lavoro o per studio sono costrette ad assumere posizioni posturalmente scorrette, sovraccaricando così l’apparato muscolo-scheletrico; inoltre sono indicati per tutti coloro che vogliono imparare a muovere il proprio corpo in modo corretto.
    QUALI SONO GLI OBIETTIVI NELLA GINNASTICA POSTURALE?
    • Miglioramento dell’elasticità muscolare e della mobilità articolare attraverso specifiche tecniche di allungamento distrettuale e globale;
    • Prevenzione e trattamento delle contratture muscolari;
    • Miglioramento della forza e della resistenza attraverso esercizi mirati di rinforzo muscolare e training cardio-respiratorio;
    • Miglioramento della respirazione grazie alla rieducazione respiratoria, elemento indispensabile per la riuscita dell’esercizio;
    • Miglioramento della propriocezione e delle abilità motorie per mezzo di specifiche tecniche di riacquisizione del controllo del proprio corpo;
    • Miglioramento delle capacità di concentrazione e autorilassamento e quindi di gestione dello stress grazie alla modalità di esecuzione di esercizi fisici e respiratori, all’aspetto ludico delle lezioni e all’autogratificazione e relax che le accompagna;
    • Miglioramento della postura, dell’equilibrio e del movimento;
    • Ritrovo del giusto equilibrio e armonia tra il corpo e la mente;
    • Miglioramento della qualità della vita.

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  • Laser a scansione e laser massaggio

    La terapia Laser si divide in terapia a contatto e terapia a scansione ed entrambi i tipi possono utilizzare Laser monodiodici o pluridiodici. Per quel che riguarda la terapia a contatto con Laser monodiodici, si utilizzano manipoli posti direttamente sulla cute. Si va ad intervenire mediante stimolazione dei punti trigger o delle aree locodolenti e la terapia richiede la presenza fisica dell’operatore.
    La terapia a contatto pluridiodica invece non richiede la presenza dell’operatore e va ad agire sulle aree locodolenti o interessate.
    L’applicazione della Laserterapia a scansione, utilizzando ugualmente Laser mono e pluridiodici, consente, inoltre, di trattare zone più vaste rispetto all’applicazione a contatto e di farlo in maniera automatica, senza la presenza dell’operatore. Anche per i trattamenti Laser si applica la stessa regola che vale per ogni forma di trattamento medico: i migliori risultati sono ottenuti dal terapeuta che ha una solida preparazione medica, sa ascoltare il paziente ed ha buone doti di intuizione.
    I tempi di trattamento devono essere stabiliti individualmente, per ogni singolo caso. Come regola generale è meglio fare 3-4 trattamenti alla settimana con dosi moderate piuttosto che pochi trattamenti a dosi più alte. Poiché si è visto che i trattamenti di Laserterapia hanno effetto cumulativo, è essenziale che essi non siano troppo ravvicinati.
    Problemi di tipo acuto vengono di regola curati con alcuni trattamenti vicini nel tempo. Disturbi cronici sono in genere meglio affrontati con trattamenti più distanziati nel tempo. Si è dimostrato più efficace fare trattamenti ravvicinati all’inizio (ogni due giorni oppure ogni tre giorni per due settimane) e poi a intervalli sempre più lunghi (per esempio una volta alla settimana per alcune settimane).
    L’esperienza mostra che sospendere temporaneamente la cura dopo un certo numero di sessioni introduttive non comporta problemi, anzi, in alcuni casi, può produrre beneficio. Il trattamento deve essere il più precoce possibile e coordinato con altri presidi medici; la scelta dei Laser deve essere subordinata al tipo, alla localizzazione e all’estensione dell’affezione da trattare.
    Campi di applicazione:
    La gamma di patologie che traggono vantaggio dall’utilizzo della terapia con luce Laser è estremamente vasta. Gli ambiti in cui la Laser terapia ottiene buoni effetti sono:

    Patologia artro-reumatica:
    Artrosi Sciatalgie Poliartriti scapolo-omerale Poliartriti delle mani e dei piedi Epicondiliti Artrosi dell’anca nelle fasi iniziali Gonalgie con e senza versamento Torcicollo Lombaggini Miositi

    Traumatologia sportiva:
    Stiramenti e strappi muscolari Distorsioni articolari Epicondiliti Tendiniti Contusioni Ematosi ed ecchimosi Borsiti

    Terapia dermatologica:
    Edemi venosi Postumi di flebite Dermatosi varicose Ulcere varicose Herpes Zoster Acne cistica Esiti di acne Particolari casi di dermatiti

    Terapia riabilitativa:
    Riabilitazione motoria articolare dopo la rimozione di apparecchi gessati o interventi chirurgici ortopedici

    Terapie specialistiche
    Sinusiti Ipertrofia dei turbinati Riniti ribelli Faringiti croniche Gengiviti Crisi emorroidarie acute

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  • Magnetoterapia

    Con la parola magnetoterapia s’intende l’applicazione a scopo terapeutico di un campo prevalentemente magnetico originato da frequenze basse e alte.
    La Magnetoterapia rigenera le cellule lese migliorando la cinetica enzimatica e ripolarizza le membrane cellulari; inoltre produce un’azione antistress e promuove un’accelerazione di tutti i fenomeni riparatori con netta azione biorigenerante, antinfiammatoria, antiedematosa, antalgica, senza effetti collaterali.
    La Magnetoterapia è una forma di fisioterapia che utilizza l’energia elettromagnetica ed è una cura efficace, sicura e non invasiva. I campi magnetici interagiscono con le cellule favorendo il recupero delle condizioni fisiologiche di equilibrio. E’ indicata nei casi in cui è necessario stimolare la rigenerazione dei tessuti dopo eventi lesivi di varia natura.
    I campi elettromagnetici generati favoriscono risultati sicuri senza l’impiego di nessun farmaco.
    I benefici della Magnetoterapia:
    Allevia il dolore: agisce come un potente analgesico
    Accelera i processi di cura
    Stimola lo scambio cellulare
    Migliora l’ossigenazione e il nutrimento dei tessuti
    Riduce le infiammazioni
    Stimola il riassorbimento degli edemi
    Migliora il flusso capillare
    Rigenera le cellule prive di energia
    Rallenta il processo di diminuzione della densità ossea
    I vantaggi della Magnetoterapia:
    Aiuta ad attenuare i dolori e le infiammazioni senza l’uso dei farmaci
    E’ una terapia non invasiva e sicura
    Ha un’azione antalgica
    Può essere applicata senza controindicazioni nella maggior parte delle patologie
    Riduce i tempi di guarigione di una frattura
    Dove agisce la Magnetoterapia:
    Sistema osseo
    Sistema muscolare
    Sistema articolare
    Sistema nervoso
    Sistema circolatorio
    Gli effetti della Magnetoterapia si possono classificare nel seguente modo:
    Azione antinfiammatoria
    Azione stimolante del sistema endocrino
    Azione antiedematosa
    Azione antalgica
    Riparazione dei tessuti
    Azione anti-stress
    La Magnetoterapia può produrre
    Un effetto curativo
    Un effetto analgesico
    Un effetto estetico

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  • Massoterapia

    La massoterapia è ad oggi uno dei più diffusi trattamenti fisioterapici, praticato sulla superficie corporea del soggetto – che rimane solitamente passivo – allo scopo di migliorarne la circolazione sanguigna ed il trofismo dei tessuti, di favorire l’eliminazione delle scorie metaboliche e dei depositi di grasso corporeo, di restituire mobilità agli arti compromessa da lesioni muscolari.
    Il massaggio, praticato sui tessuti molli (pelle, sottocutaneo, legamenti, tendini e muscoli) cerca di restituire, tramite un’azione rilassante o tonificante a seconda delle situazioni terapeutiche, la normale mobilità e lunghezza delle strutture lese, compromessa non solo da affezioni traumatiche (quali ad esempio a contratture), ma anche da affezioni reumatiche, circolatorie o nervose.
    La massoterapia trova infatti impiego in reumatologia, dermatologia e in traumatologia grazie alla facilitazione del riassorbimento di ematomi ed edemi, condotta tramite un’azione di miglioramento del microcircolo locale, associata con un migliore ritorno venoso, la stimolazione dei recettori nervosi e la facilitazione della rimozione dei cataboliti.

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  • Podologia

    La visita specialistica di podologia ha l’obiettivo di studiare e trattare le patologie del piede.

    A cosa serve la visita podologica?
    La visita podologica è finalizzata a favorire la deambulazione, prevenire complicanze locali per i pazienti affetti da malattia diabetica, neurologica, vascolare, reumatologica, ecc. e curare alterazioni strutturali e funzionali del piede.
    Il Podologo, oltre ad intervenire direttamente sul piede del paziente, può contribuire a curarne condizioni patologiche attraverso specifici plantari, intervenendo indirettamente anche su problematiche posturali.
    Controlli preventivi del piede del bambino permettono di riconoscere ed intervenire sulle patologie prima che diventino gravi.
    Di grande rilevanza sociale e di forte impatto clinico è il piede diabetico. Il podologo ha un ruolo fondamentale nel team multidisciplinare dedicato alla cura e prevenzione del piede diabetico.

    Condizioni patologiche più frequenti per cui rivolgersi all’ambulatorio di Podologia

    Alterazioni strutturali:
    – deformità delle dita (alluce valgo, dita a griffe)
    – difetti dell’appoggio del piede
    – difetti del cammino e della postura.

    Patologie dermatologiche:
    – ipercheratosi (callosità)
    – verruche
    – lesioni ulcerose
    – micosi.

    Patologie delle unghie:
    – onicocriptosi (unghia incarnita)
    – unghie deboli, ispessite o di forma non corretta
    – unghie affette da micosi.

    Altre condizioni patologiche:
    – fascite plantare
    – tallonite
    – spina calcaneare
    – neuroma di Morton
    – infiammazioni tendinee
    – altre condizioni causanti dolore al piede
    – piede diabetico (prevenzione e cura delle ulcere).

    Come si svolge una visita podologica?
    La visita podologica inizia con l’anamnesi, ovvero una raccolta di informazioni riguardanti la storia clinica dell’assistito, al fine di ricavare elementi utili alla visita stessa. Dalle informazioni ottenute il podologo procederà, previo accurato esame obiettivo, al trattamento, o qualora necessario, alla visita biomeccanica e/o posturale.
    Il trattamento podologico consiste in un intervento diretto sul piede del soggetto, al fine di rimuovere la cause del disagio (callosità, patologie ungueali, ecc.), mentre la visita biomeccanica e/o posturale consiste inizialmente nella valutazione degli arti inferiori sul lettino e successivamente all’ analisi del passo.

    Durata della visita podologica
    La visita podologica può durare dai 30 minuti circa di un trattamento, ai 45-60 minuti di una visita posturale e/o biomeccanica.

    Norme di preparazione alla visita podologica
    Per effettuare la visita podologica non sono necessarie norme di preparazione. È consigliato portare con sé documentazione medica precedente che possa dare ulteriori informazioni allo specialista.

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  • Pressoterapia

    La pressoterapia è un trattamento estetico per nulla invasivo e doloroso. Utilizza un’apparecchiatura che riempie d’aria dei gambali e bracciali anatomici che vengono posizionati in varie zone del corpo, una volta gonfi, si svuotano tutti insieme, l’operazione si ripete più volte. Serve a combattere l’inestetismo più diffuso e temuto dalle donne, la cellulite, che spesso dipende da un rallentamento della circolazione. Con la pressoterapia, che si effettua negli istituti estetici, è possibile combattere ritenzione idrica e centimetri di troppo nelle zone più colpite, come gambe, braccia e addome, in tempi relativamente contenuti.

    Diamo un’occhiata a quelli che sono i benefici della pressoterapia:

    tonificare i tessuti, rivitalizzandoli e correggendo gli inestetismi dovuti al grasso e al ristagno di liquidi in eccesso, che causano la cellulite;
    consente una disintossicazione generale dell’organismo, favorendo così il processo di dimagrimento;
    ha la capacità di rilassare chi vi si sottopone, generando un senso di benessere e di leggerezza.

    Per ottimizzare gli effetti della pressoterapia è sempre consigliato associare altre cure estetiche in grado di agire positivamente e creare una sinergia per eliminare i liquidi in eccesso e le tossine. I trattamenti più efficaci sono il massaggio manuale. In genere il centro estetico propone il massaggio manuale in grado di stimolare la circolazione sanguigna e di migliorare il nutrimento cutaneo e l’ossigenazione cellulare. Deve essere eseguito da personale competente, ogni esigenza ha un massaggio specifico, se fatto male, potrebbe causare danni, ad esempio, se si esegue un trattamento troppo energico su persone predispose a fragilità capillare.

    La pressoterapia è utilizzata in tutti i casi in cui si voglia migliorare la condizione di gambe e braccia (se serve, anche di tutto il corpo) colpiti da cuscinetti di grasso, gonfiore, ritenzione idrica e cellulite, spesso dovuti a una cattiva circolazione. Un ciclo di trattamento prevede 10-12 applicazioni per 2-3 volte alla settimana, mentre il mantenimento va adattatto alle esigenze individuali.

    Come per qualsiasi trattamento estetico, nonostante la pressoterapia non abbia controindicazioni, è sempre consigliato consultarsi prima con il proprio medico curante. Di massima, è sconsigliata in caso di varici o flebiti, insufficienza cardiaca o arteriosa, trombosi venosa e gravidanza ed è vietata in caso di tumori, infezioni e dermatiti nella zona da trattare.

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  • Rieducazione funzionale e neuromotoria

    Per coloro che hanno la necessità di ripristinare la condizione ottimale di
    un distretto anatomico dopo un infortunio o intervento chirurgico.
    La rieducazione funzionale ha come obiettivo il completo recupero del
    movimento, della forza e della potenza muscolare.

    Il recupero verrà monitorizzato e documentato attraverso strumenti professionali
    di elevatissima qualità.

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  • Rieducazione ortopedica pre e post-chirurgica

    La visita fisioterapica e di percorso riabilitativo è indicata, su richiesta e prescrizione del medico curante, in tutti i casi in cui il paziente soffra di problemi e patologie di natura ortopedica, traumatologica, neurologica, reumatologica e angiologica o dopo un intervento chirurgico per cui è richiesto un percorso di Riabilitazione e recupero funzionale. La visita, infatti, è il passaggio fondamentale per valutare correttamente il quadro delle funzionalità motorie, sensitive e cognitive compromesse, di quelle che il paziente controlla anche se parzialmente e di stabilire un programma riabilitativo personalizzato (terapie, farmaci, esercizi mirati) per il recupero del maggior livello di autonomia possibile.

    A cosa serve la visita fisioterapica e di percorso riabilitativo?
    L’allungamento della vita media della popolazione, le necessità riabilitative in seguito a ictus, infarto, a patologie legate all’invecchiamento, agli incidenti domestici, ai traumi e al trattamento chirurgico di tumori, per impianti protesici o per la cura di altre patologie, ma anche la semplice alterazione dei rapporti muscolari e scheletrici per le cattive posture e le attività professionali rendono sempre più importante il ricorso alla riabilitazione fisioterapica.
    La visita permette al fisioterapista di intervenire direttamente sul deficit funzionale la cui natura determina anche la tipologia di percorso:
    riabilitazione neurologica;
    riabilitazione delle patologie ortopediche e reumatologiche, come scoliosi e cifosi, ginocchio varo o valgo, piede piatto, paramorfismi, dismorfismi;
    artrosi, fibromialgia, artrite reumatoide, connettivite;
    traumi post-operatori;
    tendinopatie, lombalgia (mal di schiena), lombosciatalgia, cervicalgia, patologie dolorose delle articolazioni;
    riabilitazione cardiorespiratoria (Bpco, enfisema).

    Come si svolge fisioterapica e di percorso riabilitativo?
    In una fase iniziale la visita prevede un’analisi completa delle condizioni cliniche del paziente. Per questo il fisiatra si informerà non solo sui suoi sintomi presenti, ma anche su disturbi con cui ha avuto a che fare in passato, sul tipo di lavoro svolto e sulle attività fisiche praticate.
    La visita prosegue poi con l’analisi della struttura, della funzionalità osteo-arto-legamentosa, del movimenti, della statica, dei tessuti muscolari in caso di riabilitazione prevalentemente motoria e delle capacità cognitive e linguistiche se la riabilitazione è in aria neurologica o di entrambi in molteplici casi.
    Il fisioterapista si basa sull’indicazione dello specialista che ha introdotto il paziente e sugli esami diagnostici eseguiti per impostare il programma riabilitativo più adatto al caso.
    A questo scopo si avvale di tecniche e strumenti la cui composizione varia in base al deficit, motorio o cognitivo, da recuperare.

    Sono previste norme di preparazione?
    La visita fisioterapica e di percorso riabilitativo non prevede una preparazione specifica. Il paziente è però invitato a portare con sé eventuali referti di analisi, ad esempio radiografie, che potrebbero essere utili alla valutazione della situazione.

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  • Termoterapia endogena (radar e marconi)

    Il calore può svolgere un’azione benefica su tutto l’organismo e per tale motivo viene utilizzato a scopo terapeutico. L’aumento della temperatura ha diversi effetti sul nostro corpo: tutto inizia dalla vasodilatazione per poi arrivare ad un miglioramento della circolazione esteso a tutti i tessuti. L’utilizzo terapeutico delle alte temperatura prende il nome di termoterapia che, a sua volta, si distingue in due tipologie: termoterapia esogena ed endogena.

    Cos’è la termoterapia?
    Come abbiamo già accennato, la termoterapia prevede l’utilizzo del calore a scopo terapeutico. Se l’alta temperatura proviene da una fonte esterna, come i raggi infrarossi o la paraffina prende il nome di termoterapia esogena, se si produce direttamente all’interno dell’organismo si parla di termoterapia endogena.

    Il calore si trasmette a tutti i tessuti dell’organismo e ne modifica il metabolismo, causa la vasodilatazione e il rilassamento dei muscoli contratti. Inoltre, la dilatazione dei vasi sanguigni ha effetti positivi sulla circolazione e l’apporto di ossigeno al sangue e ai tessuti.

    La termoterapia è utilizzata per curare contratture muscolari o patologie associate come l’artrosi, lombalgia, cervicale.

    Questo trattamento effettua un’azione lenitiva su tutto l’organismo: le terminazioni nervose, grazie alle alte temperature, segnalano al cervello un minore livello di dolore. Inoltre, il calore stimola la produzione di endorfine, sostanze ad effetto analgesico, che riducono la sensazione di dolore.

    La terapia endogena viene chiamata anche radarterapia. In questo tipo di cura vengono utilizzate le onde elettromagnetiche ad effetto antidolorifico.

    La produzione di calore interessa con maggiore intensità i tessuti ricchi di acqua. I muscoli e articolazioni ne traggono maggior beneficio perché contengono l’80% di acqua, mentre il tessuto adiposo non è particolarmente interessato alla radarterapia, poiché contiene il 50%. I risultati sono particolarmente soddisfacenti nelle leggere tendiniti al ginocchio e alla spalla, artrosi dei tessuti pre-articolari.

    La termoterapia deve essere evitata nei seguenti casi:

    Gravidanza
    Presenza di vene varicose
    In presenza di protesi e pace maker
    Tubercolosi

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  • Termoterapia esogena (infrarossi)

    La termoterapia esogena produce calore dai tessuti dell’organismo, attraverso l’utilizzo di paraffina, raggi infrarossi e ultravioletti.

    Raggi infrarossi vengono impiegati in una specifica parte del corpo e hanno un effetto analgesico. Si usano principalmente per preparare la zona del corpo ad un successivo trattamento di kinesiterapia. Questo metodo ha effetto su contratture muscolari, traumi e artrosi lombare o cervicale. L’aumento di calore favorisce il rilassamento muscolare, un maggiore apporto di sostanze nutritive, ossigeno e anticorpi e l’allontanamento degli agenti patogeni e tossine. In breve tempo, vengono riparati i danni ai tessuti. Gli infrarossi vengono usati anche nei trattamenti di bellezza perché contribuiscono a rilassare e rinnovare i tessuti. Le zone del corpo riscaldate producono un senso di sollievo: il viso e la pelle hanno immediatamente un aspetto più disteso e rilassato. Il tempo di esposizione in genere non supera i 10 minuti e, molto spesso, viene usato per preparare il paziente ad ulteriori trattamenti manuali.
    Raggi Ultravioletti vengono usati nelle terapie dermatologiche, specialmente nella psoriasi. Il tempo di esposizione può variare da 2 ai 7 minuti.
    Paraffina è una sostanza prodotta dal petrolio e formata da idrocarburi. Si trova, in natura, allo stato solido mentre, per essere utilizzata a scopri terapeutici, si riscalda per essere diffusa sul corpo in forma liquida. Nella paraffinoterapia si applicano degli impacchi di paraffina su mani e piedi. Durante la seduta terapeutica, la paraffina diventa si solidifica gradualmente comprimendo la pelle. Per aumentare l’effetto liquido della paraffina è necessario tenere un guanto. La terapia si può effettuare in diverse sedute di circa 20 minuti ciascuna.
    Cerotti e termoterapia
    I dolori dovuti ad attività sotto sforzo, sport e postura scorretta possono essere attenuati grazie a cerotti specifici per dolori articolari e muscolari. Su Clickfarma sono disponibili diversi cerotti caldi terapeutici. Questi prodotti non contengono antidolorifici e si attivano una volta aperti e posizionati sulla zona del corpo interessata. Raggiungono una temperatura di 40° che si prolunga con il tempo e si trasmette nella parte del corpo interessata.

    La sensazione si sollievo arriva subito e si protrae per un tutto il periodo dell’applicazione. Questi cerotti sono molto pratici e possono essere utilizzati sotto i vestiti durante le normali attività quotidiane. Il trattamento è particolarmente piacevole durante l’inverno perché protegge e riscalda la zona interessata per tutta la giornata.

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  • Trazioni cervicale e lombare

    La trazione vertebrale consiste nell’applicazione di forze che agiscono sui segmenti dell’apparato locomotore in senso opposto: ciò determina un allontanamento dei corpi vertebrali fino a 2 mm, con stiramento delle strutture muscolari e legamentose ed ampliamento dei forami di coniugazione.
    Questo allontanamento facilita la lubrificazione articolare e, in alcuni casi, il rientro di ernie discali intravertebrali cervicali. Questa terapia è indicata per i pazienti che presentano disturbi alla colonna cervicale. Le trazioni sono indicate nelle algie vertebrali di origine meccanica (cervicolombalgie), nelle algie radicolari di origine vertebrale (cervicobrachialgie) e lombosciatalgie.
    Esistono alcune controindicazioni:
    • Fratture vertebrali recenti
    • Processi infettivi o tumorali
    • Osteoporosi
    • Pazienti con sintomatologia acuta
    Prima della trazione, si può praticare un massaggio per decontrarre i muscoli.

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  • Ultrasuoni

    Gli ultrasuoni sono una terapia strumentale che utilizza, a scopo curativo, vibrazioni acustiche non udibili ad alta frequenza (superiori a 20 kHz) prodotte da un generatore di vibrazioni elettriche.

    Come funzionano gli ultrasuoni?
    Il passaggio del fascio ultrasonico dalla testina ultrasuoni ai vari tessuti biologici è indolore e determina variazioni di pressione che comportano, a seconda della modalità, del dosaggio e della durata dell’applicazione, effetti meccanici, termici, fisico-chimici ed antalgici. Questi effetti provocano a livello tessutale un aumento della microcircolazione, della temperatura, una stimolazione chimica locale e una disgregazione dei legami cellulari delle strutture raggiunte. Il fascio di ultrasuoni a seconda della frequenza impostata può raggiungere profondità dai 2 cm fino a 5 cm, con conseguente possibilità di modificare il target di trattamento; inoltre le modalità di applicazione possono essere pulsante, continua, a testina mobile o ad immersione, sfruttando le caratteristiche conduttrici dell’acqua.

    Quali sono le indicazioni terapeutiche degli ultrasuoni?
    Gli ultrasuoni non sono quasi mai utilizzati come unica metodica di trattamento, ma sono spesso associati ad altri tipi di terapia (Tecarterapia, Onde d’urto, Terapie manuali).
    Le conseguenze provocate dal passaggio di queste vibrazioni acustiche a livello del tessuto rendono molto efficace l’utilizzo di questa terapia fisica per patologie con calcificazioni. L’aumento di temperatura, la micro iperemia e le micro vibrazioni locali aiutano a disgregare i depositi di calcio a livello tendineo, legamentoso e osseo, in caso di aderenze e cicatrici.
    Gli effetti sopra descritti, sono efficaci nel recupero di una corretta elasticità cutanea e nell’evitare aderenze che limitino lo scorrimento dei tessuti a seguito di ferite o interventi chirurgici, strappi e stiramenti. L’utilizzo degli ultrasuoni abbinati ad esercizi di stretching diminuisce la formazione di tessuto fibroso a livello muscolare. Di conseguenza avremo maggiore elasticità e minor rischio di ricadute.

    Principali Indicazioni:
    Epicondilite
    Tendinite
    Fascite plantare
    Condropatie
    Artrosi

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